Valanghe di cemento sulle coste algheresi? È polemica

Irrompono

nella campagna elettorale 840mila metri cubi.La spiaggia di Maria Pia rischia una parziale privatizzazione. Il ruolo dei costruttori, parlano i candidati - FOTO

ALGHERO. Qualcuno parla già di polpetta avvelenata. Ma è chiaro che il progetto appena presentato a Milano per costruire alberghi e residence a Maria Pia con dimensioni tali da prefigurare quasi una Alghero2 irrompe nella campagna elettorale con la furia di un tifone tropicale. Già, perché tra le valanghe di cemento per realizzare hotel superlusso, piscine e centri sportivi vicino al palacongressi è di sicuro sfuggito un particolare non secondario. E cioè che i terreni sui quali s’ipotizza il colossale investimento – che vede in campo i costruttori algheresi Riccardo Giorico e Isio Camboni – sono pubblici. E, per l’esattezza, comunali. Un dettaglio accompagnato da un altro aspetto tutt’altro che trascurabile: questa è tutta materia che dovrà venire disciplinata dal nuovo Puc, ma intanto si presenta agli operatori interessati come un piano di fattibilità avanzato sul versante operativo. Tanto da ipotizzare l’inizio dei lavori già il prossimo anno.

Un passo indietro per capire meglio. Di un ampliamento dei posti letto algheresi sul fronte di Maria Pia si parla da almeno una dozzina d’anni. Il primo progetto venne presentato dalla giunta Baldino nel 2000. Subentrato in carica nel 2002, Marco Tedde lo ritenne però impraticabile, nonostante fosse molto diverso da quello comparso nelle ultime settimane. Successivamente, durante il 2010, nel quadro di un programma di project financing si riparlò di Maria Pia a proposito d’investimenti alberghieri. E, prima che cadesse l’esecutivo guidato dall’avvocato ora eletto come consigliere nella lista del Pdl, venne riconfermata la sua validità di massima.

In questa campagna elettorale cominciata dall’inizio dell’anno, e non nei 45 giorni che precedono il voto come prescrive la legge, spuntano adesso informazioni su diversi siti internet e rimbalza sino in terra catalana la notizia che nella fiera milanese Expò Italia Real Estate, chiusa appena pochi giorni fa, è stato illustrato con dovizia di elementi e novità il masterplan riguardante Maria Pia. In sintesi, valanghe di cemento da distribuire su 200mila metri quadrati, con un’estensione per circa 840mila metri cubi, nel tratto vicino alla pineta e al palacongressi compreso fra la litoranea e la strada interna, retrostante, che porta a Fertilia. Un impegno che coinvolge decine di ettari di proprietà comunale e che va naturalmente sottoposto all’approvazione del Consiglio assieme al futuro Puc. Con un’ipotetica costruzione di 2.600 posti letto alberghieri, pari a poco meno dell’attuale patrimonio ricettivo certificato sull’intero territorio della Riviera del corallo.

Da qui le dichiarazioni sulla questione dei due candidati sindaci che domenica e lunedì si (ri)sfidano al ballottaggio. Dice per il centrosinistra Stefano Lubrano: «Questa zona ha certo necessità di un intervento che la valorizzi, lo diciamo anche nel nostro programma: è un'area strategica sia per la posizione e la vicinanza all'aeroporto sia per la presenza del Palazzo dei congressi che vogliamo completare e rilanciare non solo in ottica congressuale. Quindi, ben vengano nuove strutture, ben venga il lavoro per quante più imprese edilizie algheresi possibili, ben venga l'opportunità di creare occupazione nel settore. Ma vogliamo anche che il litorale rimanga aperto alla fruizione degli algheresi com’è stato finora». E conclude: «Da quello che si sa, il progetto sembra prevedere un tipo di struttura chiusa all'esterno che porterebbe poca economia al resto della città. Per noi è invece è importante che il turista in visita possa entrare in contatto con la cultura di Alghero, i suoi prodotti tipici, le sue attività commerciali. Insomma: siamo favorevoli a un’industria delle vacanze di qualità, ma non siamo sicuri che la ricetta giusta passi solo per alberghi a cinque stelle lontani dal centro urbano».

«Mi sembra strano che da Milano possano decidere le sorti di Alghero», rimarca per la coalizione moderata e autonomista Francesco Marinaro. Che spiega: «Noi siamo del parere che tutti i progetti debbano venire sottoposti all’approvazione delle categorie interessate nel modo più trasparente. Dei particolari di questo progetto francamente non ho mai saputo nulla». «Ho sempre sostenuto che Maria Pia dovrà avere una vocazione turistico-congressuale con ricadute positive per l’intero territorio e ho sempre escluso un utilizzo privatistico dell’arenile – prosegue il candidato del centrodestra – Vedo tutto questo in un quadro di raccordo tra il centro da una parte, Fertilia e le borgate dall’altra». «Com’è ovvio, non sono così in grado di esprimermi su un programma che, intuisco, non può che essere

di massima - continua Marinaro – Posso però dire che qualsiasi progetto dovrà essere valutato dal Consiglio con l’idea di fondo di un’estensione dei posti letto calibrata sugli interessi della città. E dovrà comunque venire riportato all’interno del Puc».

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