Masterplan di Maria Pia, misteri&cemento

Battaglia a distanza tra Tedde (Pdl) e Bruno-Lai (Pd) . Mancata pubblicizzazione locale: è giallo

ALGHERO. Su Maria Pia si scaldano i toni. Al centro della bagarre, il megainvestimento da 200 milioni per alberghi extralusso e centri sportivi su 40 ettari comunali. Un progetto (ri)spuntato per caso. Perché presentato nei giorni scorsi a Milano in una fiera riservata soprattutto a investitori stranieri e mai pubblicizzato ufficialmente nei dettagli a livello locale (né da candidati che sostengono questo tipo d’interventi né dai partner algheresi del masterplan, Riccardo Giorico e Isio Camboni).

«Non è credibile che Marinaro non sapesse nulla di questo progetto faraonico – accusa il consigliere regionale del Pd Mario Bruno, chiamando in causa il candidato sindaco del centrodestra – Quante cose non sa, allora, dei progetti confezionati dai suoi consiglieri, gli stessi che hanno amministrato in questi anni? Non è credibile che non sappia chi sono i progettisti e i costruttori interessati, suoi grandi sponsor, che passano giornate con lui nei mercatini, che rilanciano le sue parole in tv ogni giorno, da mesi». «E non è credibile che l'intervento, più della metà in termini di metri cubi del masterplan di Barrack, non sia stato oggetto vero della alleanza elettorale, ed è paradossale che l'ex sindaco Tedde oggi ci dica che la presentazione in fiera era stata pensata in un periodo successivo alla campagna elettorale o che si possa ritenere che quando chiedeva a Cappellacci degli emiri del Qatar non avesse in mente il progetto illustrato a Milano, magari per trovare finanziatori per i soliti imprenditori», conclude Bruno, puntualizzando: «Non permetteremo che la spiaggia degli algheresi sia privatizzata».

Certo è che la questione suscita interesse. Ieri, sul sito della «Nuova», si sono moltiplicati i commenti, mentre più di 500 persone hanno consigliato su Facebook un approfondimento. Come sottolineerebbe qualche giallista, a colpire è la mancata pubblicizzazione sul versante algherese: qualcosa che avrebbe dovuto esserci e non c’è stata. Il che adesso appare come la chiave nascosta di un mistero che ha cominciato a diradarsi solo grazie all’illustrazione fatta negli stand lombardi. «E’ falso rappresentare da una parte chi vuole lo sviluppo e occupazione, e dall'altra chi non lo vuole: gli algheresi non sono ingenui e hanno capito tutto – tuona il segretario sardo del Pd Silvio Lai – Come ha detto in questi mesi Lubrano, noi puntiamo a rafforzare la vocazione turistica della città per attrarre investitori e creare lavoro. Ma consideriamo l'ambiente al servizio di tutta la comunità, non di qualcuno. Maria Pia deve essere valorizzata, però non siamo più negli anni degli speculatori che comprano il compiacimento degli amministratori di fronte a cittadini silenti che si accontentano di promesse impossibili da mantenere».

Sulla querelle ritorna il sindaco uscente. Marco Tedde (Pdl) ricorda come lo stesso Lubrano avesse fornito un parere sul piano iniziale al suo predecessore Baldino, «sempre all’interno della pendente procedura di project financing». Cioè sul progetto che si aggiudicò la prima fase, conclusa con l’individuazione dell’Epf come “soggetto promotore”. «Né questo né la sua versione migliorata ebbero da noi la dichiarazione di “pubblico interesse”: ribadisco che il Consiglio sul tema è intervenuto due volte – chiarisce ora Tedde – Ma è curioso che le proposte fatte da Lubrano a Baldino sulla prima ipotesi colliminocon le nostre e siano in linea col nuovo progetto». E aggiunge: «Mi pare evidente come le idee di Lubrano collidano con quelle della sinistra antagonista costituita da 5 consiglieri che l’affiancherebbero in caso di elezione». «Ciò conferma che

in questa ipotesi sarebbe paralizzato nella programmazione – conclude l’ex sindaco – Sia per lo straordinario conflitto d’interessi basato sulla sua proprietà di 22 ettari a Maristella sia per le insanabili contraddizioni nella sua coalizione». (pgp)

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