Approvata in giunta la tassa di soggiorno

Sarà operativa dal 2015, vale per tutti i non residenti e parte dai 30 centesimi per un camping sino ai 2 euro per i 4 stelle

ALGHERO. E’ stato un duro braccio di ferro con gli operatori turistici, ma il sindaco Mario Bruno è andato avanti per la sua strada. Alla fine, dopo diversi ritocchi e aggiustamenti, ieri mattina la giunta ha approvato la tassa di soggiorno, che dopo il via libera del Consiglio entrerà in vigore dal 1 gennaio 2015. L’idea non faceva parte del programma elettorale, e forse è stata tirata fuori dal cilindro dopo una prima occhiata al Bilancio comunale. Le casse languono e occorrono risorse per rendere la città più pulita e appetibile. Il sindaco ha concepito questo obolo come una tassa di scopo: servirà alla gestione del verde, alla messa in sicurezza, e all’abbellimento degli spazi pubblici. Ma anche a finanziare maggiori controlli da parte della polizia municipale volti a contrastare l’abusivisismo e il nero in materia ricettiva. E ancora a finanziare la comunicazione e la promozione turistica.

Funzionerà così. Dall’anno prossimo tutte le persone che non risiedono ad Alghero pagheranno il pernottamento. Se sceglieranno di dormire in un albergo a 4 o 5 stelle, dovranno sborsare 2 euro al giorno. E il contributo va a scalare secondo il lusso. Per il 3 stelle pagano 1 euro, per il camping, se non utilizzano tende o strutture proprie, il costo è 50 centesimi, mentre si pagherà 30 centesimi se i mezzi sono propri. Rientrano nella categoria anche le aree di sosta per caravan e autocaravan. Per quanto riguarda poi i bed and breakfast e le seconde case affittate, il pernottamento costerà 50 centesimi. Queste sono le basi della tassa. Poi ci sono una serie di correzioni, suggerite in gran parte dalle associazioni di categoria. Nel periodo di alta stagione, cioè dal 1 maggio al 30 settembre, l’imposta sarà piena. Invece in bassa stagione, cioè dal 1 ottobre al 30 aprile, la tariffa comunale per i turisti sarà dimezzata. Poi c’è un accorgimento per incentivare una permanenza più lunga: dopo una settimana di pernottamento, ogni giorno in più costerà zero. Inoltre saranno esentati dal pagamento dell'imposta i minori di dieci anni e coloro che garantiscono assistenza a malati o persone ricoverate presso gli ospedali cittadini. La riscossione della tassa è compito del gestore della struttura ricettiva. Dovrà dichiarare al Comune il numero dei pernottamenti imponibili, i giorni di permanenza, le esenzioni con tanto di giustificazione. E se qualche turista si rifiutasse di pagare, l’albergatore dovrà comunicarlo subito agli uffici. Se il gestore versa in ritardo o se gli importi sono parziali, o se non gira al Comune le tasse di soggiorno dei propri ospiti, la multa oscilla dai 25 ai 500

euro. L’amministrazione si è fatta un po’ di conti, e dalle presenze annuali prevede di incassare una cifra che varia da 800mila euro sino a 1 milione e 200mila. E’ un minuscolo salasso che viene praticato in molti comuni d’Italia, per il quale ormai il turista dovrebbe essere anestetizzato.

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