Macciocu: «Turismo, la crisi non è dovuta a pochi posti letto»

Per il presidente di Federalberghi i nuovi hotel sono inutili «Meglio riqualificare l’esistente e combattere il sommerso»

ALGHERO. Mentre la politica algherese si affanna intorno alla questione di Maria Pia, al suo potenziale sviluppo turistico ricettivo, aprendo una nuova stagione di polemiche al punto da ricevere la notifica di una richiesta di risarcimento di danni per 4 milioni e mezzo di euro dal gruppo imprenditoriale titolare del progetto e finanza su quell'area pubblica, una voce autorevole si leva dal comparto dell'industria delle vacanze che sembra andare in rotta di collisione sulla realizzazione di nuovo posti letto. È quella dell'albergatore Giorgio Macciocu secondo il quale nuovi interventi nel settore ricettivo non sono provocati dalla domanda del mercato. «Stiamo toccando con mano, anno dopo anno – afferma – oggettive difficoltà determinate dalla crisi economica internazionale ma anche dalla contrazione della domanda che oggi si sta evolvendo al punto che anche la stessa durata della vacanza non è più paragonabile a quella di cinque anni orsono».

Secondo l'albergatore algherese se si intendesse correttamente rilanciare l'industria delle vacanze della Riviera del Corallo «andrebbe attuato un piano di riqualificazione degli alberghi esistenti, soprattutto da quelli più datati e in situazioni di assoluto prestigio sul piano ambientale». Macciocu sostiene che oggi diverse strutture ricettive della costa algherese soffrono una situazione di fortissima concorrenza nell'ambito del Mediterraneo a causa della impossibilità di dotarsi di servizi con i quali riqualificare l'offerta. Normative urbanistiche piuttosto severe impediscono la copertura di piscine, la realizzazione di interventi strutturali dedicati al benessere, all'attività convegnistica, spazi per il tempo libero, le attività sportive e l'organizzazione di eventi per l'animazione. Allestimenti che, tra l'altro, consentirebbero di dilatare la stagione turistica con ricadute favorevole anche di tipo occupazionale.

Ma un'altra partita che a giudizio dell'albergatore dovrebbe essere oggetto di una attenta riflessione è quella della esplosione di posti letto low cost. «La ricettività del sommerso – afferma – è di gran lunga superiore a quella dell'offerta ufficiale delle strutture classificate. Non si tratta di rilevamenti statistici di poco conto, ma di una forma di turismo parallelo che andrebbe inquadrato nella ricettività ordinaria e quindi posto nelle condizioni di operare come tutti gli altri, sul piano normativo e su quello fiscale ».

Macciocu tocca un nervo scoperto, uno dei contenziosi che ormai sono oggetto di forti prese di posizione da parte di tutta la categoria ufficiale anche a livello di organizzazioni sindacali e di categoria. «Come Federalberghi abbiamo preso più volte posizione – aggiunge – su questo fenomeno, la stessa Federazione nazionale ha inoltrato al ministero del Turismo e delle Attività produttive un voluminoso dossier con riferimenti statistici precisi e allarmanti per dimensione.

In una situazione come quella che stiamo vivendo – conclude – dove ci sono colleghi che hanno difficoltà a fare fronte agli aspetti fiscali, è legittimo chiedersi a che servono i nuovi alberghi in presenza di un gigantesco ricettivo sommerso e incontrollato».

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