Alghero

La Riviera regina del turismo nell’isola

Secondo Corriere.it la città catalana è la località sarda più amata dagli stranieri. In Italia guadagna un ottimo decimo posto

di Gianni Olandi

ALGHERO.. Un po’ come il vino: più invecchia e più migliora. Lo slogan sembra calzare a pennello per la Riviera del Corallo che secondo un reportage del Corriere.it è la località turistica della Sardegna più amata dagli stranieri. L’indagine del quotidiano online di via Solferino fa riferimento alle fonti dell’Agenzia nazionale del turismo, Enit, Hotel Price Index e Hotel.com secondo le quali in Sardegna la località che riscuote il maggiore gradimento dell’utenza d’oltre frontiera è proprio Alghero, classificata al decimo posto in Italia. Non si tratta di una posizione di rincalzo visto che il massiccio carsico di Capo Caccia si trova dietro a località come Roma, Venezia, Milano, Firenze, Sorrento, Bologna, Napoli, Verona e Pisa, ma davanti a Rimini, Siena, Sirmione, Torino, Genova, Positano e tutta la Sicilia.

L’indagine del Corriere.it traccia la mappa delle regioni italiane preferite dai turisti stranieri e fa riferimento alle rilevazioni statistiche del 2012 quando gli ospiti internazionali nel nostro Paese fecero registrare 49 milioni di arrivi e 180 milioni di presenze.

L’autorevole riconoscimento, oltre che motivo di orgoglio per la Riviera del Corallo, rappresenta un segno di straordinaria continuità per il turismo algherese al debutto nell’isola dai primi anni Sessanta. La Porta d’oro del turismo sardo, appellativo attribuito ad Alghero in quegli anni, è rimasta evidentemente tale nonostante sia trascorso oltre mezzo secolo dai primi arrivi, gli inglesi che giunsero con il tour operator Thompson e che per decenni – e tutt’ora – hanno continuato a frequentare la costa nord-occidentale dell’isola.

Va detto che fu proprio il turismo straniero, quello inglese in particolare, a dare ai primi pionieri del turismo algherese – e al mondo imprenditoriale che scelse l’industria delle vacanze – importanti supporti di ordine finanziario che fecero esplodere il fenomeno supportato naturalmente dalle straordinarie bellezze del territorio che, fortunatamente, ci sono ancora.

Altra formula che in quegli anni si rivelò vincente – i low cost erano ancora tutti da inventare – fu quella dei voli charter. Tour operator e compagnie aeree fecero sinergia con soggiorni che andavano da una settimana fino a 30 giorni. A quei tempi esplose anche l’Alghero by night, alcuni locali notturni assunsero a prestigio internazionale, come El Fuego, prima ancora Cavallino Bianco, storico night sul Lungomare Dante, la Siesta, la Bardana nel cuore del centro storico algherese dell’artista Gianvittorio Vacca, tanto per citarne alcuni. Il

riconoscimento che oggi arriva all’ombra della torre di Porta Terra reso noto dal Corriere.it è indubbiamente il frutto di una esperienza di lunga data nella quale anche l’imprenditoria ha giocato un ruolo non secondario nella fidelizzazione degli ospiti stranieri.

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