Habitat e urbanistica, tre giorni di lavori per il summit dell’Onu

Studiosi di tutto il mondo ad Alghero dal 18 al 20 febbraio Il vertice organizzato dal dipartimento di Architettura

ALGHERO. Tutti ad Alghero per immaginare insieme le città del futuro. La Riviera del corallo si prepara a ospitare “The city we need: open for art”. Tecnicamente si tratta di un Urban thinkers campus, che è il nome con cui sono universalmente riconosciuti gli incontri concepiti come spazi aperti per lo scambio critico fra i responsabili delle politiche e delle azioni di trasformazione urbana e chi crede nelle opportunità prodotte dai processi di urbanizzazione.

Di fatto si tratta di un grande appuntamento internazionale che, grazie al Dipartimento di Architettura, avrà sede ad Alghero e getterà le basi degli accordi che saranno ratificati il prossimo settembre a Quito, in Ecuador, in occasione di “Habitat III”, la conferenza delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile, indetta con l’obiettivo di rafforzare l’impegno mondiale sul tema dell’urbanizzazione sostenibile e dell’attuazione della “Nuova agenda urbana”, costruita sulla “Agenda Habitat” adottata a Istanbul nel 1996.

L’appuntamento è fissato a Santa Chiara, nell’ex complesso ospedaliero che oggi ospita l’attivissimo Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università di Sassari, dal 18 al 20 febbraio. Organizzato da Architettura in collaborazione col Dipartimento di Ingegneria e Architettura di Cagliari, la Facoltà di Architettura di Belgrado, che ospita il programma “Public art in public space”, e il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del territorio di Torino, “The city we need: open for art” è patrocinato da Regione Sardegna e Comune di Alghero e gode della partnership del Museo Man di Nuoro, della Società Umanitaria, dell’Istituto nazionale di Urbanistica e della Fondazione Nivola. Si tratta di uno dei 28 incontri programmati in tutto il pianeta tra giugno dello scorso anno e, appunto, febbraio. Quello di Alghero è una delle ultime tappe e fornirà input fondamentali al fondamentale documento che sarà sottoscritto in Ecuador dopo l’estate.

La tappa algherese concentrerà la sua attenzione sulla relazione fra arte, vita delle città e ambiente urbano. Secondo le parole di Jean Clos, segretario generale della conferenza Habitat III, occorre «ripensare l’agenda urbana dei governi per promuovere un nuovo modello di sviluppo urbano, in grado di integrare tutti gli aspetti dello sviluppo sostenibile per promuovere l’uguaglianza, il benessere e una prosperità condivisa». È questo l’impegno affidato al summit di Alghero, al quale parteciperanno esperti e addetti ai lavori di tutto il mondo, e al meeting regionale europeo di Praga, previsto tra il 16 e il 18 marzo.

Architettura punta a un documento che fornisca indicazioni significative per la composizione della nuova agenda urbana, chiarendo il ruolo dell’arte pubblica nel futuro delle città e definendo le istanze critiche in tema di arte pubblica, elemento centrale nel dibattito sulle città di domani.

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