Alghero, sui tavolini è scontro in Comune

La Confcommercio respinge una richiesta di incontro del Demanio comunale. Gli uffici chiedono chiarezza sulle modifiche da apportare al regolamento

ALGHERO. «La richiesta di incontro del dirigente del Demanio comunale è irricevibile». Il no del presidente cittadino di Confcommercio è perentorio. Massimo Cadeddu denuncia l’ennesimo stop alla modifica del regolamento per la concessione del suolo pubblico. Quella che ad Alghero conoscono tutti come “la guerra dei tavolini” va avanti. L’impressione è che l’impasse sia figlio della totale incomunicabilità tra l’assessore competente, Gavino Tanchis, e l’architetto Alberto Marrone, dirigente di riferimento. Scottato dal caos di un anno fa, quando le modifiche al regolamento furono approvate a tempo di record, entrarono in vigore da un giorno all’altro e mandarono in tilt gli uffici, Marrone non si accontenta di un confronto di carattere politico. «Chiedo solo che si discuta di proposte reali e non di fantasie», spiega. «Se il regolamento non va bene, chi di dovere scriva quali dovrebbero essere le modifiche – insiste Marrone – non si resti sul vago e si ragioni di cose concrete». Il battibecco potrebbe sembrare tra Confcommercio e dirigente comunale, ma ripercorrendo le tappe i nodi vengono al pettine. «Un mese fa abbiamo analizzato il nostro documento e le modifiche richieste con una delegazione della maggioranza», ricorda Massimo Cadeddu. All’incontro con l’assessore Tanchis c’erano Giuseppe Fadda, Alessandro Nasone, Pietro Sartore, Giusy Piccone e Giampietro Moro. «Ci hanno detto che erano richieste condivisibili e avrebbero fatto le dovute riflessioni», aggiunge il segretario di Confcommercio. Da quel momento in poi gestori di bar, ristoranti e altri pubblici esercizi non hanno più saputo niente. Fino a qualche giorno fa, quando «l’assessore ci ha detto che il dirigente vuole incontrare Confcommercio e i suoi tecnici per avere chiarimenti». La richiesta fa irrigidire il leader dei commercianti algheresi. «Filtrare tecnicamente una posizione condivisa con chi di dovere non è il nostro ruolo», afferma seccato. «Incontrare un dirigente e non fare riferimento alla parte politica non è nostro compito», insiste. Confcommercio indica i principi che vanno rimossi dal regolamento. Il dirigente del Comune chiede che le decisioni siano prese da chi di dovere, mettendo la struttura nelle condizioni di operare a ragion veduta. «Certe prerogative non spettano al dirigente», dice chiaramente Marrone. Non lo cita, ma chiama in causa l’assessore Tanchis. «Tra me e il dirigente non c’è massima comprensione», ammette quest’ultimo. «In questa vicenda Marrone è stato

eccessivamente zelante», aggiunge. E affonda. «Non è sempre una questione di opinioni personali – conclude Gavino Tanchis –, la struttura amministrativa deve adeguarsi alla volontà politica e assecondarla sul piano tecnico». Confcommercio, con quest’ennesimo rinvio, non c’entra quasi nulla.

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