Nessuna deroga: il destino di Maria Pia è legato al Puc

Riunione tecnica in Regione con la partecipazione degli amministratori comunali Per la zona a vocazione turistica si torna al piano Zoagli “in viaggio” dal 1994

ALGHERO. Chi pensava di vedere a breve a Maria Pia piscine, alberghi, ombrelloni e turisti dovrà rivedere questa prospettiva. Nel corso di un incontro tecnico avvenuto in Regione, presenti amministratori comunali algheresi, è stato infatti ribadito che il progetto di insediamenti alberghieri in quell’area non può essere oggetto di deroghe o stralci, ma deve essere inserito in via esclusiva nello strumento urbanistico comunale in fase di realizzazione. Nessuna scorciatoia quindi: sarà solo e soltanto il Puc a dettare le regole del futuro urbanistico del territorio e quindi anche dei 39 ettari compresi tra lo stagno del Calick e il mare. Esclusa anche l’ipotesi che l’intervento sia supportato da una dichiarazione di pubblica utilità da parte della amministrazione comunale algherese, nel quadro di un progetto più ampio di sviluppo socio economico. Escluso sul piano tecnico e normativo anche il percorso ipotizzato in un primo momento, visto che in quel sito negli anni Sessanta insisteva una azienda agraria, di inserire la progettualità nel piano di sviluppo rurale del quale si parla tanto in questi ultimi mesi e che peraltro è ancora ben lontano dalla sua attuazione.

Maria Pia quindi torna agli elaborati del piano urbanistico comunale, in “viaggio” dal 1994, quando l’allora sindaco Carlo Sechi ne affidò l’incarico all’architetto Emilio Zoagli che lo gestisce attualmente. Un percorso lungo 22 anni e non è ancora finito.

Il nuovo scenario che si è appena aperto su Maria Pia potrebbe ora determinare la nascita di un contenzioso legale tra il Consorzio Airam, un gruppo di imprenditori algheresi (la2C del geometra Isio Camboni e la Sofingi della famiglia Giorico), titolari dell’area acquistata dalla Europrogetti: società di riferimento del ministero delle Finanze che ne detiene ancora una quota. L’Airam infatti su delibera unanime del consiglio comunale, che ha ribadito l’indirizzo turistico ricettivo dell’area, dando in tal modo via libera alla elaborazione dell’intervento, ha proceduto alla predisposizione di tutti gli atti progettali, coinvolgendo un pool di urbanisti e architetti a livello internazionale, e quindi affrontando rilevanti costi.

Il rischio è quindi quello di una richiesta di indennizzo milionario e dell’avvio di una procedura legale che andrà ad arricchire il già consistente dossier dei contenziosi in essere della amministrazione comunale algherese.

Recentemente il vice sindaco e assessore all’urbanistica, Antonello Usai, ha annunciato che nella predisposizione del Puc sono contenuti almeno 6 mila nuovi posti letto di livello superiore, alberghi 5 stelle e categoria lusso, ricordando che da una ventina di anni da queste parti e nonostante il ruolo di città turistica consolidato da oltre mezzo secolo di attività, non è stata realizzata nessuna nuova struttura ricettiva e in compenso ne sono state chiuse alcune decine. Sempre in termini di investimenti alberghieri, da segnalare che giace in Comune una richiesta di ben quattromila mila posti letto nei circa 500 ettari di Monte Ricciu.

Richiesta presentata ai tempi della amministrazione comunale guidata da Marco Tedde dal gruppo che fa capo al patron di Nonna Isa, Giovanni Muscas, e nella quale sono inserite anche

strutture sportive e di servizio. Ipotesi di sviluppo tutte comunque legate alla approvazione del piano urbanistico comunale che l’amministrazione in carica, nelle dchiarazioni programmatiche, ha annunciato di portare a compimento entro la legislatura in corso.

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