Alghero, il mattone non tira: mercato immobiliare travolto dalla crisi

Il costo al metro quadrato è calato anche del 25 per cento. Resistono le costruzioni di pregio o in contesti particolari

ALGHERO. Il mercato immobiliare algherese, da sempre una delle colonne trainanti dell’economia locale e negli ultimi anni prigioniero di un consistente invenduto, presenta segni di ripresa che non riportano ai tempi d’oro ma che rappresentano in ogni caso un nuovo orizzonte per l’industria del metro quadro. Va anche detto che nel corso degli ultimi 12 mesi si è registrato un sensibile calo dei costi dell’offerta rendendo più ragionevole il percorso di acquisto soprattutto per il nuovo destinato alla prima casa. Situazione favorita anche da un calo della rigidità delle banche e dalla ripresa nella concessione dei mutui. Escluse le zone di pregio, come centro storico, vista mare o posizioni in contesti particolari, il metro quadro del nuovo viaggia su una forbice compresa tra i 2.200 e i 3 mila euro a metro quadro.

Situazione che sta interessando soprattutto le zone periferiche dove sono ancora presenti aree di nuova espansione edilizia, come nel caso di Caragol, area sulla direttrice della vecchia strada per Olmedo, poco prima dell’insediamento commerciale di Galboneddu. «C’è stata una riduzione sensibile – sottolinea Mario Scano della agenzia immobiliare Global Service – determinata dalla crisi economica e dalla consistente presenza di invenduto. Un riequilibrio che sta consentendo alla domanda e all’offerta di incontrarsi in misura più favorevole del passato».

Lo stesso discorso sta interessando il mercato dell’usato che con la crisi, e i prezzi del nuovo, era diventato molto vivace al punto da raggiungere quotazioni importanti e forse eccessive.

Ora nel settore si è avuta una riduzione delle richieste da parte dei proprietari che si attesta intorno al 20/25 per cento, oggi la forbice è compresa tra i 1.000 e i 1.500 euro a metro quadro fatta naturalmente eccezione per immobili situati in contesti particolari.

Queste dinamiche, seppure in un contesto del tutto casuale, stanno producendo una situazione favorevole per il mercato immobiliare: la mancanza di una progettualità complessiva di sviluppo nel comparto dell’edilizia abitativa - si attende infatti da oltre 20 anni il piano urbanistico comunale- sta

consentendo lentamente di ridurre le quote di invenduto del nuovo, soprattutto quello “datato”, favorendo quelle imprese che avevano avviato consistenti investimenti realizzando complessi edilizi con decine e decine di appartamenti rimasi a lungo invenduti con l’arrivo della crisi economica.

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