Gli algheresi vogliono il catalano a scuola

Da un’indagine condotta da Comune e Generalitat si scopre che solo l’8% lo usa con i propri figli

ALGHERO. Tantissimi lo capiscono, molti lo parlano, pochi lo leggono e quasi nessuno lo sa scrivere. Ma tutti, o quasi, vorrebbero conoscere l’algherese. Sono i dati che emergono dall’inchiesta “Els usos lingüístics a l’Alguer”, un’indagine sull’uso linguistico nella città di Alghero, realizzata grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale con la Generalitat de Catalunya.

I dati sono stati presentati da Ester Franquesa, direttore generale delle Politiche linguistiche della Generalitat de Catalunya, nel corso di un convegno pubblico presieduto dal vicesindaco Antonello Usai. Il 77 per cento della popolazione di Alghero vuole conoscere e utilizzare l’algherese e il 92,3 per cento è favorevole all’introduzione del catalano e del sardo a scuola.

L’inchiesta permette di avere una visione globale, precisa e rigorosa della conoscenza delle lingue della popolazione maggiorenne che vive nel Comune di Alghero. In particolare l’indagine condotta con metodo scientifico analizza gli usi che ne vengono fatti, la trasmissione intergenerazionale e le opinioni delle diverse persone intervistate. Un bagaglio di numeri e dati che rappresentano una base indispensabile per indirizzare adeguatamente le diverse politiche linguistiche, che stanno alla base dei solidissimi rapporti culturali, economici e commerciali tra Alghero e la regione catalana. I dati, peraltro, offrono un quadro davvero illuminante. L’88,2 per cento degli intervistati ha dichiarato di comprendere l’algherese, mentre il 50,5 per cento delle persone ritengono di essere in grado di parlarlo.

Approfondendo l’analisi sulla popolazione che dice di “comprendere bene l’algherese”, solo il 30 per cento a dichiarare di “parlarlo correttamente”. Dai dati emerge chiaramente un elemento: la trasmissione linguistica intergenerazionale dell’algherese si è interrotta a partire dagli anni Sessanta e prosegue ancora oggi. Il 24,1 per cento utilizza l’algherese come lingua iniziale, ma solo l’8 per cento lo utilizza con i propri figli. In questo modo si riducono le possibilità che questi lo acquisiscano in famiglia, che per le abitudini linguistiche è l’ambiente essenziale.

L’algherese è la lingua abituale solo per il 18,5 percento degli oltre

12mila intervistati. Cresce fino al 26,1 per cento come lingua di “identificazione”, con gli usi ridotti a seconda del contesto sociale. La prossima settimana l’indagine sarà presentata a Barcellona, a la “Matinal”, dalla direzione generale delle Politiche linguistiche. (g.m.s.)

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