Maria Pia, fuochi d’intolleranza

Incendi in pineta, fra le ipotesi al vaglio degli investigatori emerge anche una motivazione omofoba

ALGHERO. La serie di incendi appiccati nella pineta di Maria Pia e prontamente sventati dalla forestale di Alghero avrebbe come unica motivazione l’omofobia. L’inquietante verità, che colpisce al cuore una città che ama descriversi aperta e accogliente, emergerebbe in tutta evidenza dalle indagini condotte nella Riviera del corallo in seguito all’escalation delle ultime settimane, quando l’area naturale che corre accanto a viale I maggio, ricongiungendo il lido di Alghero con Fertilia, è stata teatro di diversi tentativi incendiari. Appostamenti, verifiche e testimonianze raccolte dalle forze investigative impegnate sul caso da diversi giorni lasciano intuire che sia quella la pista più calda e attendibile. Non può essere considerata una coincidenza il fatto che i roghi sventati dagli uomini della forestale si concentrino tutti in un’area di duecento metri quadrati al massimo, all’altezza di villa Segni. È alle spalle di un tratto di arenile molto frequentato dalla comunità omosessuale locale, indicato come spiaggia “gay friendly” anche sulla rete, nei siti specializzati di turismo, e per questo meta di molti visitatori gay della Riviera del corallo. In città ma anche tra chi frequenta Alghero stagionalmente è risaputo che le spiagge consigliate agli omosessuali sono quel tratto di Maria Pia, subito dopo lo Chalet, e l’ultima parte di Porto Ferro, nelle calette alle quali si accede più facilmente da Baratz. Secondo alcune forze investigative, che non sono nuove a simili e beceri fenomeni di intolleranza, le modalità intimidatorie dei piromani entrati in azione a inizio agosto somigliano molto a quelle che qualche stagione fa aveva colpito la pineta di Platamona tra il quarto e il quinto pettine: non a caso, anche in quel caso si trattava di un tratto di litorale particolarmente frequentato da omosessuali. Sebbene gli investigatori non intendano abbassare la guardia e non vogliono ancora escludere altre ipotesi, è proprio la fama di quel luogo come punto di incontro tra coppie gay ad aver ispirato la follia incendiaria di qualche scellerato che attraverso i roghi è riuscito solo a manifestare la propria ignoranza. Nei giorni scorsi erano stati gli uomini della compagnia barracellare di Alghero, ritornati in attività solo da una settimana dopo oltre un anno di stop causato da alcuni contrasti interni ancora irrisolti, a denunciare il preoccupante aumento di raid piromani in un’area circoscritta dell’oasi verde, vero e proprio fiore all’occhiello ambientale e turistico. I barracelli avevano rivelato di aver scoperto una serie di inneschi nella pineta di Maria Pia, materiali che lasciano supporre senza grandi margini di dubbi che gli ultimi principi di incendio siano frutto di atti dolosi. In pochi giorni erano stati rintracciati una garza imbevuta di liquido infiammabile e una bomboletta
di gas abbandonati vicino a un ginepro ridotto in cenere. A poca distanza le tracce di un altro principio di incendio e altri ritrovamenti. E ancora zampironi, cerini, micce, torce di legno, candele. Un vero e proprio arsenale artigianale per i delinquenti. Omofobi e aspiranti piromani.

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