l’evento 

Sport e cibo per l’integrazione

Tre appuntamenti di ResPublica con i giovani atleti palestinesi

ALGHERO. Alghero si conferma una città multiculturale, ospitale, aperta e curiosa. Per confermarlo, ieri sera, sono bastati pochissimi ingredienti. Una partita di calcetto multietnica, una testimonianza nel corso di un confronto pubblico e una cena aperta a tutti. Tre appuntamenti per abbattere i muri della diffidenza e dell’ignoranza e lavorare tutti insieme per una società fondata realmente sui valori della interculturalità, della solidarietà e dell’amicizia tra i popoli.

Per la Riviera del corallo quella di ieri è stata una giornata davvero speciale. ResPublica, Ponti non Muri e Collettivo studentesco di Alghero hanno organizzato una serie di eventi che hanno restituito centralità a temi come accoglienza e integrazione, che nella propaggine più occidentale dell’isola sono sempre di strettissima attualità, tanto che gli sono dedicati numerosi progetti basati sul comune impegno di attori privati e pubblici, istituzioni politiche, culturali e sociali. Grazie alla collaborazione del centro d’accoglienza Vel Marì di Fertilia e della cooperativa sociale La Luna, che lo gestisce, e a quella dello Sprar di Alghero, a metà pomeriggio la multiculturalità è scesa in campo. La struttura polivalente di via Napoli, nel cuore del quartiere della Pietraia, ha ospitato infatti una partita di calcetto multietnica, ed è stata una vera vittoria dello sport. La festa della multiculturalità è poi andata avanti nella sede del Distretto della creatività, nell’ex caserma dei carabinieri di via Simon. ResPublica, Csa e Ponti non Muri hanno incontrato i ragazzi di Gerico: si tratta di giovani studenti e atleti palestinesi che da anni sono al centro di un progetto di scambio con diverse realtà del Mediterraneo, a iniziare dall’Università di Sassari, da sempre in prima linea nell’ottica di un processo di internazionalizzazione delle proprie relazioni e dei percorsi culturali e formativi riservati ai propri allievi. Hanno parlato della loro esperienza, a conclusione di un tour informativo che li aveva già portati in diverse
altre parti del Nord Ovest Sardegna. Al termine dell’incontro, organizzatori e ospiti hanno cenato insieme, nell’ambito di un evento che - nel solco dello spirito con cui è nato- ha vissuto della partecipazione aperta di tutti coloro che si sono voluti unire alla festa. (g.m.s.)

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