Circonvallazione di Alghero, i lavori ancora al palo

Il Comune aveva annunciato il via in autunno ma ci sono da sistemare duemila ulivi e i carotaggi 

ALGHERO. È una delle opere più attese da decenni, forse l’unica in grado di restituire una importante quota parte di vivibilità al centro urbano e di ridurre in misura consistente quelle code chilometriche di auto che ogni anno, durante l’estate, condizionano pesantemente la stessa qualità dell’aria. Ma è ancora al palo.

Si parla della circonvallazione che dovrebbe unire la zona Nord a quella a Sud, aggirando il centro della città, e concludendo il suo tracciato in viale della Resistenza alla confluenza quindi con la panoramica per Bosa. Un progetto che nasce addirittura ai tempi della giunta guidata da Marco Tedde, poi attraversa un paio di legislature regionali dove prima l’allora governatore Renato Soru e poi il suo successore Ugo Cappellacci integrano i fondi a disposizione fino a raggiungere i 10 milioni di euro.

La gara viene aggiudicata all’impresa Angius di Sassari nell’ottobre del 2016, il contratto per l’esecuzione dei lavoro è stato firmato nel maggio scorso e dal Comune era stata perfino annunciata la fase di accantieramento per il prossimo autunno.

Ma si tratta evidentemente di un auspicio visto che a tutt’oggi non è pronto il progetto esecutivo, che nelle linee generali sarebbe in fase avanzata, la cui realizzazione è però legata a procedure ancora tutte da assolvere. Intanto ci sono da collocare circa 2 mila ulivi che si trovano sul tracciato. Tra le ipotesi c'è quella di metterli a dimora nella aiuola centrale spartitraffico. Ma pare che si solleverebbero problemi di ordine tecnico e di sicurezza. Le piante infatti, una volta in produzione, rappresenterebbero un problema con la caduta del frutto sull’asfalto e gli inevitabili tentativi di raccolta. Meglio sarebbe forse rivolgersi ai produttori locali per ospitarle negli uliveti delle diverse aziende olivicole. Tra le opere preliminari da realizzare ci sono anche i carotaggi: le ispezioni del sottosuolo per individuare la presenza di ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale. In queste procedure sono coinvolti enti di controllo regionali quali il Savi e l’Arpas che ancora debbono assumere decisioni in merito.

Una situazione quindi ben lontana dall’apertura imminente del cantiere e praticamente affidata ai tempi della burocrazia. Si pensi che dalla aggiudicazione della gara di appalto alla firma del contratto sono
trascorsi sette mesi e tra qualche settimana si raggiungerà un anno.

Va ricordato che l’opera prevede diverse rotatorie di collegamento con alcune arterie centrali della città determinando quindi alternative anche per la circolazione per l’uscita dal centro abitato.



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