Tributi arretrati, 6 aziende si contendono l’appalto

Le offerte all’esame di una commissione formata da funzionari di diversi Comuni  La base d’asta per l’aggio è del 20 per cento, il contratto avrà una durata di 3 anni

ALGHERO. Sono sei le società che hanno presentato offerte alla gara di appalto per la riscossione coatta dei tributi comunali bandita dall’amministrazione. Il termine ultimo scadeva il 17 ottobre scorso e dal 19 la commissione apposita, formata da dirigenti e funzionari dell’ente locale algherese e dai comuni di Nuoro e Sorso, sta procedendo alla apertura delle buste per le valutazioni di merito secondo il capitolato di appalto. Le aziende partecipanti operano in Sardegna ma anche a livello nazionale.

L’appalto si riferisce a un ammontare complessivo di tributi da riscuotere in fase coattiva per circa 2 milioni di euro. L’aggio a base d’asta destinato alle aziende concorrenti è del 20 per cento.

I due milioni di tributi non incassati rappresentano per il comune un volume finanziario piuttosto consistente soprattutto dopo la riduzione delle partecipazioni statali. Va ricordato che si tratta di introiti per servizi e prestazioni fornite dal Comune per i quali l’ente locale ha affrontato costi consistenti. L’avvio della fase conclusiva dell’aggiudicazione dell’appalto, riporta di attualità la vicenda della Secal la società di proprietà del Comune, oggi si chiamano partecipate, che di fatto viene privata di un riferimento piuttosto importante della propria attività. L’argomento è stato a più riprese oggetto di vivaci polemiche in ambito politico in quanto si riteneva che questo tipo di riscossione poteva benissimo svolgerlo la Secal incassandone i relativi aggi e quindi garantendosi una continuità operativa, anche economica, nel quadro di un vero e proprio rilancio che avrebbe potuto interessare gli ultimi tre anni e mezzo Ma l’amministrazione ha deciso diversamente : la Secal si è vista bocciare il piano industriale, ha vissuto momenti di forti restrizioni di risorse finanziarie che gli consentivano appena di mandare avanti l’ordinarissima amministrazione, affrontando così un lungo periodo di operatività a livello di sopravvivenza. L’oggetto delle polemiche politiche era determinato soprattutto dal fatto che la Secal, essendo di proprietà del Comune, andava potenziata e rilanciata anziché destinarla a una condizione di astanteria per lunghissimo tempo.

Tornando alla gara di appalto per la riscossione coatta va segnalato che il criterio di aggiudicazione riguarderà l’offerta più vantaggiosa per le casse comunali. Va aggiunto che la durata del contratto è di tre ani dal momento di aggiudicazione ma è noto che in questioni di procedure così complesse, che spesso determinano lunghi contenziosi di natura legale, i tre anni in questione rischiano di rappresentare un percorso temporale non sufficiente, lasciando così spazio a proroghe che dilateranno il rapporto.

Tutto
questo, in prospettiva, appare come una ulteriore penalizzazione nei confronti della Secal nella ipotesi che il Comune intendesse davvero pensare al rilancio di una propria partecipata sulla quale ha investito consistenti risorse finanziarie oltre che umane.



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