Alghero, immobile di pregio “perso” dal Comune per una dimenticanza

Oltre 300 metri quadri, quasi fronte mare, a Maria Pia, usucapito per una dimenticanza. È la paradossale vicenda venuta a galla durante una delle ultime sedute del Consiglio

ALGHERO. Un immobile da oltre 300 metri quadri, quasi fronte mare, a Maria Pia, usucapito per una dimenticanza. È la paradossale vicenda venuta a galla durante una delle ultime sedute del consiglio comunale. Era in votazione un debito fuori bilancio per il pagamento della parcella di un legale. Ovviamente la pratica è passata, a maggioranza ma senza particolari discussioni.

Ma spulciando le carte per capire di quale causa si trattasse, il consigliere Michele Pais ha scoperto che si stava parlando di un processo d’appello in cui il Comune ha dovuto soccombere rispetto ai privati che si erano opposti alla sentenza di primo grado. È lo stesso Pais a rievocare la vicenda sin dalle sue origini.

«Durante il mio mandato di assessore del Patrimonio, il Comune ha compiuto tutte le azioni necessarie per rientrare in possesso dei terreni e degli immobili di Maria Pia, in mano ai privati secondo le modalità più varie», racconta Michele Pais. «Molti di quelli che all’epoca si trovavano in possesso di case e appezzamenti hanno fatto domanda riconvenzionale di usucapione», prosegue l’ex assessore e attuale consigliere di opposizione. «In pratica avevano detto al Comune “non ti diamo nulla perché siamo in possesso di questi beni da oltre vent’anni”», è la sua sintesi. Tra i tanti contenziosi, c’è anche quello che si è concluso solo alla fine dello scorso anno.

«Quella causa si è sviluppata in due gradi di giudizio e il Comune alla fine ha perso – riferisce ancora Pais – non perché si sia effettivamente consumato l’usucapione, ma perché l’amministrazione non ha prodotto la documentazione dalla quale risultava il fatto che gli attuali proprietari stessero lì perché avevano un contratto di locazione». Che fossero degli affittuari, come si dice nel linguaggio comune, secondo Pais è riscontrabile anche dal fatto che loro stessi avessero «presentato domanda di ristrutturazione dell’immobile come conduttori della locazione».

Quella richiesta, specifica, «risulta agli atti e avrebbe messo fine alla vicenda in favore del Comune». Invece, è la sua denuncia, «il Comune ha omesso di produrre quel documento, se non tardivamente, perciò il giudice in appello non ha potuto tenerne conto e ha dovuto dichiarare l’usucapione

sull’immobile». Il valore dell’abitazione indipendente su due livelli è di alcune centinaia di migliaia di euro. Nella domanda di usucapione i privati non avevano fatto richiesta anche del terreno adiacente: il giardino rimane dunque nella proprietà del Comune. (g.m.s.)
 

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