La ricetta di Federcamping: ad Alghero turismi per ogni stagione

I campeggiatori chiedono di fare sistema e diversificare l’offerta ricettiva. Carboni (Faita): «Migliorare a tutti i costi i collegamenti aerei e marittimi» 

ALGHERO. «Bisogna lavorare per favorire i turismi che la Sardegna può offrire tutto l’anno». Lorenzo Carboni, titolare del camping “Torre del Porticciolo” di Alghero, detta la linea. Il vicepresidente regionale di Faita FederCamping, l’organizzazione che tutela le imprese turistico-ricettive dell’aria aperta, ossia camping e villaggi turistici, interviene nel dibattito fondato sul confronto tra gli assessori regionali del Turismo e dei Trasporti, Barbara Argiolas e Carlo Careddu, gli operatori del comparto e le organizzazioni della filiera dell’accoglienza, che in Sardegna lavorano per trasformare l’economia delle vacanze in un comparto industriale.

«Per raggiungere quest’obiettivo è necessario fare sistema», è l’appello alle parti in causa da parte del rappresentante di una delle fasce in maggior crescita di tutto il settore. «Dobbiamo incrementare il numero di visitatori che scelgono la Sardegna come meta per le vacanze – è il punto di vista di Carboni – solo così si può parlare concretamente di destagionalizzazione dei flussi turistici».

Per passare una volta per tutte dalle parole ai fatti, secondo Faita Sardegna «è necessario diversificare l’offerta, ma per riuscirci le strutture ricettive devono migliorare molto – spiega – a iniziare dagli alberghi, dai campeggi e dai villaggi turistici». Il portavoce di Faita non intende alimentare la polemica su cemento, cubature e leggi regionali, ma non nasconde che anche secondo Faita, il sistema ricettivo deve «rispondere alle diverse esigenze e alle nuove richieste dei turisti», come afferma prima di lanciare una provocazione. «Di certo non possiamo dialogare con chi ci definisce artefici della distruzione ambientale e ci accusa di squalificare la qualità dell’offerta della nostra isola», avverte a nome di tutti gli operatori isolani di un segmento vitale per l’industria turistica sarda. Anche di recente il nome di campeggi e altre strutture è stato associato a fenomeni di deturpazione ambientale, inclusa l’erosione costiera. «Le nostre strutture sono in completa armonia con il territorio, anche l’utilizzo delle case mobili non può essere considerato una deturpazione dell’ambiente circostante», insiste Lorenzo Carboni per difendere le principali evoluzioni di un comparto che «rappresenta un’opportunità per attirare nuovi turisti stranieri, specialmente tedeschi, olandesi e svizzeri, che viaggiano nei cosiddetti mesi spalla e generano importanti ricadute economiche sul territorio anche lontano dal cuore della stagione balneare». Tolti i sassolini dalle scarpe, l’esponente di Faita Sardegna si rivolge agli operatori turistici. «I diversi comparti devono affrontare battaglie comuni per aumentare il numero di visitatori che viaggiano tutto l’anno, sfruttando le specificità che naturalmente la nostra isola offre sulle coste e nell’entroterra», è il pensiero di Lorenzo Carboni, il cui ultimo appello è però per la Regione. «Per lo sviluppo del turismo serve approvare in tempi brevi i regolamenti previsti, che non penalizzino nessuna categoria – dice – e la nuova legge
urbanistica, che deve tenere conto dell’attenzione e della cura che riserviamo all’ambiente». Non solo. «Vanno potenziati i collegamenti aerei della CT1 e della CT2 – conclude Lorenzo Carboni – e migliorati quelli marittimi, i cui costi scoraggiano chi vorrebbe scegliere la Sardegna».

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