Niente comandante dei barracelli: il caso in Procura

Il sindacato denuncia il Comune: omissione di atti d’ufficio Otto sedute del Consiglio non sono bastate per la nomina

ALGHERO. La mancata nomina del comandante dei barracelli di Alghero finisce in Procura. Graziano Piras, segretario provinciale del Sindacato autonomo dei barracelli, annuncia l’avvio di un’indagine degli inquirenti di Sassari sulla base delle denunce mosse da alcuni barracelli algheresi e rivolte all’amministrazione comunale. E l’organizzazione sindacale, dal canto suo, non sta a guardare: nei giorni scorsi Piras ha scritto al prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, a Cristina Malavasi per l’assessorato regionale degli Enti locali, al sindaco Mario Bruno, all’assessore Raniero Selva, al presidente del consiglio comunale Matteo Tedde, al segretario comunale Luca Canessa, al dirigente Guido Calzia, al comandante della compagnia facente funzioni, Riccardo Paddeu, e al dirigente regionale del Sab, Giovanni Chessa. «Siamo stati costretti a fare richiesta di accesso agli atti e a comunicarlo alla Procura di Sassari per capire quali ragioni impediscono ogni volta al consiglio comunale di votare la nomina del futuro comandante», conferma Graziano Piras. «Da otto mesi la questione coinvolge senza soluzione il Comune e la compagnia, che ha presentato tre nomi da cui il consiglio comunale, in base alla legge regionale e al regolamento comunale, deve individuare il futuro comandante dei barracelli», prosegue. «Da agosto scorso, quando l’argomento entra nell’ordine del giorno, l’aula non assolve un suo dovere», denuncia il segretario. «Tutta colpa dell’inerzia di alcuni consiglieri che si rifiutano di votare – prosegue – di fronte a questa contrapposizione, i barracelli di Alghero ci hanno chiesto di intervenire per porre fine al problema». Per quanto possa essere surreale che un consiglio comunale, e in particolare una maggioranza, rinvii la nomina del comandante dei baracelli per così tanto tempo perché non c’è ancora un accordo politico pieno sul nome, non è meno paradossale che per un’impasse puramente politica, almeno in apparenza, sia stata tirata in ballo la Procura. «Lo scorso aprile il tenente Paddeu, comandante pro tempore in conformità a quanto deliberato dalla compagnia, ha chiesto all’amministrazione una presa d’atto della deliberazione assembleare e la nomina del nuovo capitano con delibera consiliare», ricorda ancora Piras. Dopo i passaggi in commissione e acquisiti i pareri del dirigente Calzia, la presidenza del consiglio ha portato la questione in aula il 2 agosto, ma niente. Fumate nere anche il 7 e il 9 ottobre. Il 21 novembre il presidente del consiglio comunale ha posto l’argomento in agenda per la terza volta, e il 27 per la quarta, eppure non ci si è riusciti. Si va avanti con un sesto tentativo, datato 27 dicembre, e un settimo – addirittura in seconda convocazione e quindi
senza necessità di un maggioranza qualificata – il 28 dicembre. L’ultimo buco nell’acqua è della settimana scorsa. «Riteniamo incoerente e inaccettabile il comportamento dell’amministrazione – conclude Piras – e pertanto chiediamo se non sia ravvisabile l’omissione in atti d’ufficio».

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