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Alghero, la strada dell’aeroporto è una trincea

Buche profonde, avvallamenti, crepe: l’eterno dissesto della variante del Calich che porta allo scalo e attraversa la Nurra

ALGHERO. Buche, avvallamenti, crepe profonde, rattoppi saltati come tappi di spumante. La strada provinciale che dalla variante del Calich conduce in aeroporto è una trincea. Una arteria che sopporta un traffico consistente sia per l’attività operativa dello scalo, in costante crescita anche per il fenomeno turistico, e sia perché attraversa un’area della Nurra algherese interessata da attività agrituristiche, ricettive, agrarie e artigianali.

Definire penosa la situazione del manto stradale rischia di essere riduttivo. Si tratta di una precarietà ormai strutturale e diffusa che mal si concilia con il fatto che la strada rappresenta il principale collegamento viario verso l’aeroporto internazionale del Nord Ovest della Sardegna.

La stessa sicurezza della circolazione di auto, bus, moto e bici, è messa in discussione: la segnaletica orizzontale è ormai un lontano ricordo, non si distingue neanche la linea bianca della mezzeria che divide la strada e fa obbligo di divieto di sorpasso.

Carenza quest’ultima che ha svolto un ruolo non secondario nel tragico incidente avvenuto lo scorso anno, quando perse la vita un giovane motociclista dipendente dello scalo algherese, morto dopo uno scontro frontale con un auto che proveniva dal senso di marcia opposto.

Non è certo in condizioni migliori la segnaletica verticale, spesso nascosta dalle fronde degli alberi e chiaramente insufficiente per una arteria sulla quale si consumano quote di traffico automobilistico assolutamente consistenti. La strada inoltre, che non gode di alcun riferimento di illuminazione pubblica, è interessata da numerosi incroci a raso che portano ai diversi insediamenti abitativi delle borgate di Figherà, Tanca Farrà e Sa Segada, incroci dove la sicurezza è diventata un optional e che nei diversi accessi presentano uno stato complessivo abbandono piuttosto significativo.

Appare evidente che l’arteria non gode da diversi anni di alcun intervento di manutenzione né ordinaria nè straordinaria. Una condizione che non fornisce una buona immagine al turismo internazionale in arrivo e partenza, dando infatti una sensazione di decadenza che non porta alcun vantaggio al mondo della imprenditoria del territorio impegnato nella riqualificazione delle strutture ricettive e di servizio.

Visto il periodo e l’ormai decollato flusso della stagione turistica, sarà difficile adottare un intervento radicale per la sistemazione dell’arteria. Sarebbe comunque un segno di attenzione e responsibilità ripristinare in maniera corretta almeno la segnaletica, orizzontale e verticale, in modo da ridurre quello stato di pericolosità che come detto in precedenza ha già provocato la perdita di una giovane vita.

Discorso a parte quello delle cunette: al momento interessate da una rigogliosa flora di arbusti ed erbacce in attesa di diventare, con l’arrivo del caldo, tutti potenziali focolai per incendi.

E mentre sulle condizioni della strada aumentano le segnalazioni da parte di automobilisti, algheresi turisti, colpisce il silenzio delle istituzioni, a tutti i livelli, su un problema così serio che riguarda la sicurezza e l’immagine di una località e di un territorio che dal turismo sperano di trarre economia e occupazione.

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