Scoppia la pace nel nord Africa e gli albergatori temono la concorrenza tunisina

Passata la paura di attentati, riparte l’industria turistica nel nord Africa. Leggero calo degli arrivi prenotati dal tour operator inglese Tui Nordic 

ALGHERO. Sta destando qualche preoccupazione tra numerosi albergatori il rallentamento in corso per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto ceduti a tour operator internazionali.

Il problema si sta verificando in particolare sul fronte dei collegamenti charter, quest’anno aumentati rispetto allo scorso anno, dove rispetto ai volumi concordati c’è una sensibile riduzione degli arrivi che sta determinando qualche perplessità tra gli albergatori locali. Il calo proviene in particolare con la clientela della Tui Nordic, il tour operator inglese che ha la gestione del Baia di Conte, dove la domanda su Alghero e la costa nord occidentale della Sardegna più in generale avrebbe registrato un sensibile calo rispetto all’offerta peraltro contrattualizzata al termine della scorsa stagione. Una situazione che sarebbe conseguente a una robusta ripresa del turismo nordafricano, in particolare quello della Tunisia, dove gli effetti deleteri delle azioni terroristiche, che negli anni scorsi hanno considerevolmente ridotto i flussi turistici, dirottandoli verso altre località del Mediterraneo, si è attenuato al punto da consentire un rilancio delle strutture ricettive tunisine a prezzi decisamente competitivi per quanto riguarda il costo dei posti letto.

Da Federalberghi spiegano che si tratta di «dinamiche determinate dalla normale fluttuazione della clientela per ragioni specifiche», in questo caso i pacchetti vacanza tunisini a prezzi stracciati che forse hanno sorpreso perfino gli stessi tour operator internazionali, e che comunque «non c’è motivo di allarme in quanto la stagione si sta presentando con riferimenti previsionali di assoluto interesse anche perché i programmi dei collegamenti aerei stanno operando a pieno regime».

In una visione più generale del turismo algherese comunque qualche problema si pone: non va dimenticato che l’offerta alberghiera locale è ferma agli anni Ottanta e i posti letto sul mercato sono sempre gli stessi. «Da tempo sollecitiamo maggiore attenzione verso il nostro settore – sostengono i vertici di Federalberghi provinciale – sia per quanto riguarda nuovi insediamenti ma anche per la riqualificazione dell’esistente attraverso la dotazione di servizi e posti letto in grado
di competere con un mercato sempre più agguerrito, soprattutto sul fronte delle dotazioni strutturali, quale è quello che si sta vivendo nel bacino del Mediterraneo e, come accennato in precedenza, sulle coste del nord Africa dove viene praticata una durissima concorrenza».



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