cambi al vertice 

Meta, i privati in Fondazione via libera del consiglio comunale

ALGHERO. Con un ritardo di quasi un anno sulla tabella di marcia, ma si fa. I privati possono ufficialmente entrare a far parte dell’assemblea di Fondazione Meta Alghero, il braccio operativo del...

ALGHERO. Con un ritardo di quasi un anno sulla tabella di marcia, ma si fa. I privati possono ufficialmente entrare a far parte dell’assemblea di Fondazione Meta Alghero, il braccio operativo del Comune di Alghero per la gestione del sistema museale, per l’organizzazione di eventi, per la promozione turistica della città e del territorio, per le informazioni ai turisti.

Dopo una tiritera segnata da mal di pancia, incomprensioni, malumori e consigli che saltavano, due sere fa l’assemblea di via Columbano ha approvato all’unanimità, ma con l’opposizione assente, l’ultima modifica statutaria necessaria per consentire un cambiamento che se non storico è legittimo considerare significativo.

Già dalla scorsa estate, dopo che le principali associazioni di categoria del sistema produttivo cittadino avevano fatto le pulci all’amministrazione comunale e, in particolare, alla gestione delle politiche turistiche e di promozione del territorio, è emerso chiaramente che il terreno di contrattazione poteva essere l’ingresso degli operatori nelle stanze dove si decidono le strategie dalle quali dipendono le sorti della città, della sua economia e del suo sviluppo turistico. Addirittura, con un documento congiunto Confcommercio, Consorzio Riviera del Corallo e Domos, un club di prodotto che raggruppa diverse attività ricettive extralberghiere, erano uscite allo scoperto e per la prima volta avevano detto esplicitamente che il destino di Meta non poteva più prescindere dalla discesa in campo degli addetti ai lavori. Al sindaco Mario Bruno, che tra i punti concordati con il Partito Democratico per l’armistizio siglato in settembre ha proprio la rivisitazione degli assetti della governance della città attraverso un coinvolgimento di tutte le forze attive e produttive della città, non è sembrato vero.

È nata così una trattativa che sembrava dovesse concludersi in maniera fulminea, dato che tutti erano d’accordo sul fatto che fossero maturi i tempi per l’apertura di Meta alle forze produttive. Ma all’interno della maggioranza non tutti si sono dimostrati così entusiasti del percorso a tappe forzate fissato da Bruno d’intesa col Pd e con le associazioni di categoria. Questo ha prodotto un rallentamento che ha rischiato di far saltare tutto. Avantieri, finalmente, è arrivata la fumata bianca. Il primo effetto, scontato dovrebbe essere l’ingresso del massimo esponente cittadino di Confcommercio, Massimo Cadeddu, che dovrebbe assumere la presidenza del consiglio di amministrazione. A fargli posto sarà Raffaele Sari Bozzolo, attuale presidente, insegnante, poeta, storico, che a prescindere da tutto questo sembrerebbe intenzionato a lasciare per potersi occupare di altri progetti professionali ed editoriali. Ma a parte questo avvicendamento, di cui si sa già da mesi, ci sarà da completare il mosaico. Qualche mese fa si era dimesso anche il consigliere Efisio Scioni, architetto ed esperto di eventi culturali, indotto
a fare un passo indietro dal mutare del quadro politico rispetto a quando aveva accettato l’incarico. Non solo: resta sempre in piedi la possibilità di allargare il consiglio, portandolo da tre a cinque componenti. Un rebus al quale ora sarà possibile dare una soluzione. (g.m.s.)

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