Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Alghero, i consumi d'acqua rivelano in città 100mila presenze

Il dato elaborato attraverso l’analisi dei numeri nell’impianto di Monte Agnese. Intanto buone notizie sul fronte allagamenti: ridotti grazie ai vasconi di raccolta

ALGHERO. Sono oltre 100mila le persone presenti in queste ultime giornate sulla Riviera del Corallo. Il dato emerge da un riferimento certo quale è appunto quello dei consumi dell’acqua potabile. Dall’impianto di Monte Agnese gestito da Abbanoa, escono infatti 440 litri al secondo, rispetto all’abituale consumo della città nei periodi invernali, per circa 43mila abitanti residenti.

La distribuzione dell’acqua raggiunge attualmente una quota superiore al doppio del fabbisogno ordinario e quindi l’individuazione di oltre 100mila presenze nel territorio algherese è molto verosimile. L’abbondante raddoppio dei consumi è determinato in larghissima misura dai flussi turistici, l’offerta di posti letto del settore alberghiero qualificato supera le sei mila unità, alle quali vanno aggiunte quelle del ricettivo dei B&B e naturalmente quelle del cosiddetto sommerso che ormai da anni tormenta le organizzazioni di categoria del comparto alberghiero che segnala situazioni di abusivismo piuttosto consistenti.

Sempre in tema di consumi dell’acqua va aggiunta un’altra quota considerevole di presenze: quella rappresentata dalle seconde case che secondo stime ufficiali sfiorano le 20mila unità. Non va dimenticato, infatti, che un comparto non secondario nell’industria delle vacanze algheresi è rappresentato dalle abitazioni di quanti, e sono tanti, hanno scelto Alghero per trascorrere le ferie. Un comparto che risulta attivo già dalle vacanze pasquali, e ogni volta che si registrano ferie scolastiche, per poi consolidarsi durante l’estate. Una realtà, quella appunto delle seconde case, che per la città catalana rappresenta anche un riferimento di natura economica non secondario.

E a proposito di acqua vale la pena segnalare che in occasione delle precipitazioni atmosferiche i tradizionali allagamenti del lungomare antistante l’area portuale, la via Garibaldi, si sono ridotti in misura anche evidente. L’entrata in funzione dei vasconi di raccolta delle acque bianche, finalmente operativi, riduce considerevolmente il carico di acque piovane che scendono a valle favorendo quindi il deflusso attraverso la rete fognaria. I vasconi sono sistemati in piazza Sulis, con destinazione centro storico, sul piazzale della Pace, a ridosso di via Don Minzoni e in prossimità del campo sportivo del Mariotti. Questi ultimi a protezione del lungomare a ridosso dell’area portuale. Gli allagamenti non mancano, ma sono comunque di portata, e durata, inferiore.

Da risolvere invece il problema ormai storico della via Lido e della litoranea antistante l’ospedale Marino sulla direttrice per Fertilia, dove quando piove in misura appena più abbondante dell’ordinario, la strada non è più praticabile.

La presenza appunto dell’ospedale, oltre che di diverse attività commerciali e turistiche, suggerirebbe di affrontare il problema in misura radicale.

In quel sito infatti lo smaltimento delle acque non è in grado di assolvere al proprio compito, mettendo in crisi la circolazione di tutta la rete viaria adiacente oltre a rappresentare una fonte di disagio per residenti e le presenze mercantili nella zona. Un buco nero nella rete dello smaltimento delle acque piovane che dura da decenni e sarebbe opportuno si cominciasse a progettarne la soluzione definitiva.