Alghero, piccola pesca: diminuite del 40 per cento le uscite a mare

Il maltempo ha creato problemi alle marinerie del nord ovest della Sardegna. Il dato emerge dall’analisi dei registri di bordo consegnati in capitaneria

ALGHERO. Si conclude oggi la stagione di pesca dell'aragosta. Da oggi nasse a tramaglioni cesseranno la loro funzione in attesa del prossimo primo marzo, data nella quale si concluderà il fermo biologico. Per i pescatori algheresi, e quelli della costa nord occidentale più in generale, da Bosa a Porto Torres, si è trattato di una delle peggiori stagioni degli ultimi anni.

Ma non per la mancanza del prodotto, soltanto per le condizioni meteo marine avverse.

In questa parte dell’isola il vento dominante è il maestrale che quest’anno si è fatto sentire più spesso del solito. Negli uffici della capitaneria di porto sono depositati i registri di pesca di ciascun operatore che debbono essere aggiornati ogni volta che il singolo pescatore esce in mare e i dati che emergono, certificati, sono disarmanti.

Nei 184 giorni consentiti, dal 1° marzo al 31 agosto, la barca che più di tutte le altre è uscita a pescare lo ha fatto per 64 volte. La graduatoria scala fino a sole 50 uscite di qualche unità nei sei mesi di pesca. Il dato, confrontato a quello dello scorso anno, riferisce di una perdita del 40 per cento di giornate di pesca calcolando la media di 100 uscite in mare . Una batosta piuttosto pesante per la marineria della piccola pesca algherese, una settantina di imbarcazioni, che non mancherà di incidere nei bilanci di ogni singolo operatore e di conseguenza nelle stesse famiglie.

Oggi che sono disponibili i dati sulla attività di pesca dell’aragosta durante i sei mesi consentiti dalla normativa regionale, appaiono decisamente più credibili le segnalazioni che i pescatori hanno presentato all’assessore regionale all’Agricoltura e alla competente commissione nelle quali veniva chiesta la proroga di un mese, tutto settembre, anche perché la costa algherese è ancora interessata dal fenomeno turistico e quindi la domanda del prodotto aragosta, considerata per la sua prelibatezza anche un richiamo per il turismo gastronomico, è ancora alta. Un tentativo quindi di recuperare le giornate perse a causa del maltempo, e in qualche modo salvare, anche se soltanto parzialmente, una intera stagione andata decisamente male.

Vale la pena comunque di ricordare che il prodotto aragosta non mancherà sui tavoli dei ristoratori algheresi visto che la normativa nazionale consente la pesca fino a tutto dicembre e il mercato locale potrà essere comunque soddisfatto con le aragoste pescate
nei mari della Sicilia.

Decisamente amaro il commento di un anziano pescatore algherese a proposito delle sovvenzioni che vengono erogate ad altri settori come l'agricoltura: «Noi non vogliamo sussidi, vogliamo soltanto lavorare per recuperare le giornate perse».



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