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Alghero, corallaro disperso: si lavora per il recupero del corpo

Nel riquadro, Dino Robotti

Le correnti sottomarine hanno spostato il cadavere rispetto al punto in cui era stato individuato

ALGHERO. Sono ancora in corso le operazioni per il recupero del corpo del corallaro algherese Dino Robotti, 38 anni, scomparso nelle acque del golfo di Capo Caccia. Il cadavere è stato individuato ieri a tarda sera a circa due miglia a sud dal punto in cui era sparito, ma l'oscurità ha impedito di riportarlo in superficie. Era adagiato su un fondale a un'ottantina di metri, con il passare delle ore, però, le correnti lo hanno spostato. Per questo le ricerche, pur restando nella stessa zona, si sono allargate e ancora non hanno dato un esito positivo. Il corpo di Robotti, uno dei 14 corallari sardi ancora in attività, rappresentante regionale e portavoce della categoria, è stato scoperto grazie all'utilizzo di un Rov, un robot subacqueo filoguidato fatto arrivare appositamente da Cagliari. Al riguardo si registra la protesta del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco.

«È gravissimo che i sommozzatori dei vigili del fuoco abbiano dovuto interrompere le ricerche alle 20 a causa della mancanza di un Rov - denuncia il segretario regionale Pietro Nurra - L'unico in dotazione in tutta la Sardegna si è guastato e forse a Roma non hanno ancora capito che siamo in un'Isola e che stiamo ancora aspettando che ce ne mandino un altro. La Guardia costiera - commenta con disappunto il sindacalista - si è dovuta rivolgere a dei privati per continuare le ricerche».