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Alghero, scomparso in mare: i corallari cercano il corpo di Dino

Dino Robotti

Coinvolti due esperti sub. Si proseguirà con un robot in arrivo dalla penisola. Il Conapo: «Sardegna senza Rov»

ALGHERO . Si cerca un corpo che il mare potrebbe aver portato anche molto lontano. Proseguono le operazioni di ricerca e recupero del corallaro Dino Robotti, il 38 enne algherese che giovedì mattina si è immerso nelle acque tre miglia a sud di Capo Caccia, per la consueta pesca del corallo, senza fare più ritorno in superficie. Purtroppo lavorare a simili profondità è complicato e ancora il corpo del sub non è stato avvistato. Ieri le condizioni meteorologiche non hanno aiutato i soccorritori che, nel tratto di mare preso in esame, hanno individuato solo le tracce del passaggio del corallaro. Le correnti sottomarine potrebbero aver portato il corpo in qualsiasi direzione.



A supporto delle motovedette e dell’elicottero della Guardia Costiera, sono giunti i sommozzatori dei vigili del fuoco. Il primo giorno le ricerche sono state effettuato con il Rov ( robot subacqueo filoguidato) proveniente da Cagliari, che però aveva una delle due telecamere fuori uso. La Capitaneria di Porto che coordina le ricerche, si è attivata contattando Fausto Troisi, uno dei corallari storici di Alghero e grande conoscitore del mare dove si era immerso Dino Robotti. Troisi, insieme ad un altro corallaro storico di Alghero, Tore Lai, con il Rov privato hanno perlustrato una vasta area di mare di circa mezzo miglio per 800 metri scendendo ad una profondità tra gli 88 e i 106 metri. Sono stati proprio loro a vedere le tracce del passaggio del giovane corallaro.

Ricerche che sono state sospese poco dopo le 16 a causa del peggioramento delle condizioni meteo marine. Per domani si attende il Rov dei vigili del fuoco proveniente dalla penisola. Attrezzatura più sofisticata con due telecamere e un sonar per l'individuazione di eventuali corpi sospesi.



Si fanno una serie di ipotesi sulla morte di Robotti, quella maggiormente accreditata è un malore. Il sub potrebbe aver tentato di risalire, e una volta persi i sensi, la forte corrente potrebbe aver trascinato il corpo in qualsiasi direzione anche perché, fanno sapere gli esperti, le correnti in superficie spesso hanno una direzione opposta rispetto a quelle sul fondo, seguite nell’ispezione col Rov. Chi conosce bene Dino Robotti parla di un ragazzo molto scrupoloso: «Un grande lavoratore, molto attento e preciso. Un vero professionista». Intanto tutti gli amici più cari, si sono stretti attorno alla famiglia di Dino.

Intanto monta la protesta da parte del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco. «È gravissimo – scrive il segretario regionale Pietro Nurra – che si sia dovuto interrompere le ricerche giovedì sera a causa della mancanza di un Rov. L’unico in dotazione in tutta la Sardegna, che si trova a Cagliari, si è guastato e forse a Roma non hanno ancora capito che siamo un’isola e che stiamo ancora aspettando che ce ne mandino un altro».

Il rappresentante sindacale che rincara la dose affermando che «la Guardia Costiera si è dovuta rivolgere ai privati per continuare le ricerche. Avevamo chiesto un Rov per le ricerche subacquee , ma per scelte “tecniche”, nonostante fosse disponibile dal comando di Milano, non ci è mai stato assegnato. Un robot in più avrebbe permesso di accelerare i tempi di ritrovamento e di recupero».