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Scuola estiva conclude il ciclo e fa conoscere la città al mondo

ALGHERO. Chiude i battenti oggi “Progettare oggetti intelligenti: dall’idea alla realizzazione”. Si tratta della Scuola estiva dell’Università di Sassari, che per il secondo anno consecutivo è stata...

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ALGHERO. Chiude i battenti oggi “Progettare oggetti intelligenti: dall’idea alla realizzazione”. Si tratta della Scuola estiva dell’Università di Sassari, che per il secondo anno consecutivo è stata ospitata dal complesso di Santa Chiara, lo stesso in cui ha casa il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero, che fa capo all’ateneo turritano. Da lunedì scorso e sino a oggi i partecipanti hanno focalizzato la loro attenzione su “Designing Cyber Physical Systems-Cps: from concepts to implementation”.

Il titolo della Summer school, diretta dalla ricercatrice Francesca Palumbo dell’Università sassarese, dice molto sulle ambizioni della comunità internazionale di oltre quaranta persone tra discenti, professori e organizzatori. Nel ricco programma dell’evento formativo, sviluppato secondo un approccio teorico e pratico, si sono alternate lezioni sulle tendenze del mercato che governano questo settore e altre sui sensori intelligenti, giusto per citare alcuni degli argomenti di più stringente attualità. Esperti di società come Eurotech e St Microelectronics, docenti provenienti da Berkeley, negli Stati Uniti, si sono confrontati anche sugli ecosistemi innovativi. Il summit ha avuto il grande merito, al di là dell’altissimo profilo scientifico, di dare ancora più risalto internazionale al complesso di Santa Chiara, frutto di una poderosa opera di restauro che ha permesso di restituire alla collettività l’ex ospedale civile dopo anni e anni di abbandono, e di promuovere e mettere in mostra alcune delle più belle perle del patrimonio ambientale, come nel caso di alcune lezioni organizzate a Maria Pia.

La seconda edizione della Summer School è stata gestita dal Dipartimento di Chimica e Farmacia.

Nata per volontà del team del progetto Cerbero di trasferire le conoscenze acquisite alla comunità accademica e al mondo industriale, la settimana di lavori dedicati al trasferimento tecnologico rientra anche tra le esigenze alla base del progetto cluster Prossimo, coordinato dal Luca Pulina, docente universitario e co-organizzatore della scuola, del cui comitato organizzativo hanno fatto parte anche Christian Pilato del Politecnico di Milano e Carlo Sau dell’Università di Cagliari. (g.m.s.)

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