«Strutture ricettive abusive pochi turisti negli alberghi»

Aumentano gli arrivi in porti e aeroporti ma non le presenze negli hotel Stefano Visconti: «C’è un problema di sicurezza e di concorrenza sleale»

ALGHERO. Un dato di tenuta, o un calo prossimo allo zero, non è negativo in sé. Ma se quel dato arriva in seguito a alle previsioni quasi trionfalistiche di chi aveva predetto per la Sardegna, per il territorio e per Alghero una stagione da record, allora è una cattiva notizia. Se poi quel dato lo si incrocia con i numeri crescenti registrati nei porti e negli aeroporti, secondo quanto reso noto nei giorni scorsi dall’assessorato regionale dei Trasporti, allora c’è qualcosa che non va. E quei dati non sono solo negativi, ma sono il segnale allarmante che il sistema fa acqua. Tradotta in parole povere e levata alla prudenza lessicale, assai diplomatica, del suo presidente Stefano Visconti, è questa la conclusione cui giunge l’analisi elaborata da Federalberghi Confcommercio della Provincia di Sssari sulla base dei numeri registrati in settembre nelle strutture ricettive alberghiere della Riviera del corallo e del Nord Ovest Sardegna. Alla rilevazione del centro studi di Federalberghi-Confcommercio provinciale hanno partecipato 40 alberghi su 95 iscritti e 110 operanti complessivamente in provincia. In provincia i posti letto giornalieri campionati sono stati 4mila 369, quindi 131mila 880 su base mensile. Gli arrivi nazionali sono stati 8mila 625 e hanno prodotto 25mila 155 presenze. Gli arrivi internazionali sono stati 16mila 667 per 63mila 237 presenze. L’indice di occupazione dei letti si ferma a 67.02% rispetto al 69.04% del 2017 e al 70.55% del 2016. Ad Alghero, i posti letto campionati sono stati 2mila 823 giornalieri, quindi 84mila 690 in un mese, gli arrivi nazionali sono stati 4mila 709 per 14mila 607 presenze. Gli internazionali si attestano su 12mila 391 arrivi per 49mila 277 presenze: il 77% del totale, a confermando che Alghero è destinazione graditissima agli stranieri. L’indice di occupazione letti resta pressoché invariato, fissandosi al 75.43% contro il 75.78% del 2017 e il 74.32% del 2016. Nel Golfo dell’Asinara invece gli arrivi nazionali sono stati 3mila 916 per 10mila 548 presenze, quelli internazionali 4mil 276 per 13mila 960. L’indice di riempimento letti si è fermato al 51.93%, contro il 54.47% del 2017 e il 62.21% del 2016. «Ciò che emerge dall’analisi dei numeri conferma i timori dei più prudenti, che ritenevano non ci sarebbe stata crescita alla voce arrivi e presenze», è la prima considerazione di Visconti. «Si confermano i timori degli operatori, che si aspettavano un rallentamento per settembre di quest’anno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso», commenta. Certo, «Riviera del corallo e Golfo dell’Asinara sono territori con diverse peculiarità e diverse clientele – approfondisce Visconti – la prevalenza di stranieri ad Alghero aiuta a fare densità anche in settembre, mentre gli italiani non destagionalizzano le vacanze». A preoccupare Stefano Visconti è quel 5% in più di arrivi in Sardegna diffuso dall’assessorato dei Trasporti. «In sé è un’ottima notizia – spiega – ma le occupazioni delle strutture ricettive restano costanti o calano». E allora vengono i dubbi. «In provincia ci sono 600 attività extralberghiere vendute
sui portali tematici e 3mila 500 alloggi». Soprattutto, «c’è molto abusivismo». Ora anche i dati portano a una conclusione evidente. «Cosa si vuol fare?», chiede Visconti. «C’è un problema di sicurezza, con tantissime presenze non tracciate – avverte – e uno di concorrenza sleale».

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