Posidonia, la protesta si sposta a Cagliari

L’assemblea cittadina è stata convocata per mercoledì davanti alla sede del consiglio regionale

ALGHERO. Tutti a Cagliari per ribadire con forza la richiesta di modifica delle norme regionali che rendono complicata e costosa la rimozione del sito di stoccaggio della posidonia dal litorale di San Giovanni. Mentre le polemiche non si placano e fanno la spola dalla realtà al mondo virtuale tra proteste plateali degli operatori, conferenze stampa e battibecchi sui social, giunta e consiglio comunale si autoconvocano sotto il palazzo del consiglio regionale. Il sindaco Mario Bruno, gli assessori e i consiglieri saranno lì il prossimo mercoledì. Faranno sentire la loro voce e chiederanno un’audizione al presidente del consiglio regionale, Gianfranco Ganau, e a tutti i capigruppo del parlamento sardo. L’esecutivo di Porta Terra è già formalmente convocato, ma Mario Bruno ha esteso l’invito anche all’aula di via Columbano, lasciando al presidente del consiglio Matteo Tedde e ai capigruppo ogni valutazione. La sensazione è che questa volta il fronte possa essere compatto. All’ordine del giorno di un eventuale incontro ci sarà la richiesta di modifica della normativa regionale in tema di gestione della posidonia, nel tentativo di far presenti ai legislatori le difficoltà cui Comune e operatori balneari vanno incontro nel movimentare i grossi quantitativi di posidonia spiaggiata. Ad Alghero è ormai diffusa la convinzione che basterebbe modificare la classificazione da rifiuto speciale a sottoprodotto. «Una modifica normativa faciliterebbe anche l’applicazione del progetto che la giunta comunale ha approvato e trasmesso all’attenzione dell’assessorato regionale dell’Ambiente», spiega l’amministrazione riferendosi all’ipotesi di consentire il riutilizzo della posidonia a fini produttivi, coinvolgendo il comparto agricolo, quello dell’edilizia e altri. «Non ha alcun senso imporre il riposizionamento di posidonia dove le mareggiate hanno già soddisfatto pienamente il principio di tutela ambientale e di contrasto all’erosione – è la considerazione di partenza – e questo è facilmente riscontrabile
in questo periodo dell’anno su gran parte del litorale di Alghero». D’altro canto «la possibilità di riutilizzo della posidonia faciliterebbe le operazioni di smaltimento del sito storico di San Giovanni garantendo l’ottimale gestione della posidonia in esubero». (g.m.s.)

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