Tedde scrive a Pigliaru: «4 corsie, la Regione può interpretare il Ppr»

L'ex sindaco di Alghero chiede al presidente della Regione di sottoporre l’impostazione di metodo ai competenti uffici regionali «per giungere finalmente a un esito positivo della complessa vicenda»

ALGHERO. «La Regione può adottare una norma o un provvedimento di interpretazione autentica dell’articolo 20 del Ppr, evidenziando che la Sassari-Alghero è un’infrastruttura determinante per realizzare lo sviluppo sostenibile del territorio, e superare così l’impasse amministrativo che ne sta impedendo il completamento».

È la soluzione tecnico-giuridica che il vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Marco Tedde, ha proposto al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, in una lettera in cui chiarisce l’escamotage che ha individuato tra le pieghe della normativa vigente, grazie anche al supporto del professore Mario Tocci, docente di Legislazione dei beni culturali.

«È possibile una lettura e un metro interpretativo del Ppr e del Codice Urbani giuridicamente sostenibili e politicamente utilizzabili per eliminare gli ostacoli alla realizzazione della quattro corsie», assicura l’ex sindaco di Alghero. «Il Codice Urbani assoggetta alla copianificazione tra Stato e Regione alcune porzioni del Ppr, ma lascia libera la Regione di pianificare in riferimento ad altre materie, come conferma anche la giurisprudenza del Tar Sardegna», spiega ancora.

«Dal disposto della lettera h del primo comma dell’articolo 143 del Codice dei Beni Culturali, che non rientra normativamente nella copianificazione necessaria di cui all’articolo 135, emerge che la Regione ha facoltà di individuare unilateralmente le misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate», è la riflessione di natura squisitamente tecnica partendo dalla quale Marco Tedde desume che «la Regione può adottare una norma o un provvedimento di interpretazione autentica dell’articolo 20 del Ppr, evidenziando che la Sassari-Alghero è un’infrastruttura determinante per realizzare lo sviluppo sostenibile del territorio». In questo modo, insiste, «verrebbe meno la necessità del parere della Commissione Via, che sarebbe comunque favorevole rispetto alla realizzazione della strada a quattro corsie perché disancorato dai vincoli dell’articolo 20 del Ppr».

Tedde chiede a Pigliaru di sottoporre l’impostazione di metodo ai competenti uffici regionali «per giungere finalmente a un esito positivo della complessa vicenda». Non solo, il consigliere regionale è molto critico sul percorso intrapreso dal Comune di Alghero. «Basta con referendum farlocchi – attacca – lo stop imposto alla strada dal Piano paesaggistico regionale deve essere superato con strumenti politici e giuridici». Ma nonostante le critiche, l’amministrazione Bruno va avanti. «Per quanto di competenza del Comune, sei favorevole alla prosecuzione della SS291 a quattro corsie?», è il quesito referendario proposto dalla giunta e approvato dal consiglio comunale. Gli algheresi potrebbero dover rispondere a questa domanda a fine gennaio, quando saranno chiamati a referendum consultivo per la prima volta nella storia del Comune. Ora la palla passa alla commissione tecnica prevista dal regolamento e composta da esperti e giuristi, che dovrà valutare l’ammissibilità del quesito referendario. Per il Comune, «la consultazione popolare diventa è l’unico strumento per fare

sentire forte e chiara la volontà del territorio, in attesa che il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, segretario generale del Cipe, accolga la richiesta di audizione inoltratagli dagli otto sindaci della Rete metropolitana del Nord Sardegna, finora inevasa». (g.m.s.)
 

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