Alghe, i balneari algheresi passano dai sit-in alle carte bollate

Atto di diffida al Comune: «Fermate il riposizionamento della posidonia». Chiesto un piano di bonifica del litorale e la barriera davanti al sito di stoccaggio

ALGHERO. Dopo le manifestazioni e le proteste in spiaggia, i balneari passano alle vie legali per bloccare il riposizionamento dei cumuli di posidonia. È firmato dall’avvocato Valerio Cianciulli, del foro di Roma, l’atto di diffida presentato al Comune di Alghero a nome di tredici titolari di altrettanti stabilimenti: Magic Beach, Lido di Alghero, Maresport, La Marina, La baia dei venti, hotel San Marco, La Mariposa, Raggio di Sole, Smeraldo, La Palafitta e Alma Fuerte. Dopo avere ripercorso la controversa vicenda del ricollocamento della posidonia, rimossa dal litorale a inizio di ogni stagione turistica e riportata in spiaggia a fine estate, i balneari chiedono formalmente al Comune «l’immediata sospensione anche in via di autotutela delle procedure di riposizionamento degli ammassi di posidonie degradate già intraprese».

Nell’atto di «significazione e diffida», che tecnicamente è finalizzato alla sospensione di un comportamento dannoso e precede l’eventuale avvio di un’azione legale, i balneari algheresi passano dalle parole ai fatti. I tredici titolari di stabilimenti «lamentano – spiega l’avvocato Cianciulli – la cattiva gestione della pulizia degli arenili, minacciando una richiesta di risarcimento dei danni patiti in caso di mancato accoglimento delle loro richieste di individuazione di un sito di stoccaggio delle posidonie diverso da quello attuale della spiaggia di San Giovanni».

«La scelta sciagurata del Comune dell’attuale sito di stoccaggio – va all’attacco l’avvocato dei balneari algheresi – ha provocato dopo anni di accumulo delle posidonie un fenomeno crescente, che i balneari definiscono, di Ri-spiaggiamento delle posidonie, che vengono prelevate dalle mareggiate invernali dal sito di stoccaggio che si affaccia sul mare, con conseguente crescita esponenziale del fenomeno».

L’eliminazione del sito di stoccaggio è la prima delle ulteriori otto richieste formulate dai balneari al Comune. La seconda istanza
è quella di un piano per la bonifica integrale delle spiagge «anche lungo il fronte delle aree in concessione». Nelle more, per evitare nuovi spiaggiamenti di vecchie alghe dal sito di San Giovanni, i balneari chiedono la collocazione di una barriera davanti al sito di stoccaggio.

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