«Cap d’Any, un pienone così nemmeno in estate»

La soddisfazione dell’assessora Esposito: «Mai viste tante presenze prima d’ora». Teatro sold out, folla al presepe e il 30 sera ristoranti e bar rimasti senza scorte

ALGHERO. «È stata la tempesta perfetta». Gabriella Esposito gongola. È stato un Cap d’Any eccezionale per Alghero. Come ai vecchi tempi. O forse di più, perché «gli operatori, che hanno il polso e l’occhio clinico, hanno detto che una cosa così non si era mai vista, neanche a Ferragosto», rivela lei. E poi, sottolinea l’assessora comunale della Cultura e del Turismo, «il 30 e 31 dicembre è più difficile del 15 agosto».

È il primo, vero e indiscutibile successo del nuovo corso, quello senza un nome clamoroso per la notte di San Silvestro ma con una programmazione più diffusa. «Quella formula era congeniale a una determinata stagione, ma ero convinta che bisognasse sperimentare qualcosa di nuovo, e ci siamo inventati “Mès que un mes”, che sta prendendo piede e che sta portando i primi risultati», commenta la vicesindaca, senza nascondere di essere «molto soddisfatta per la risposta della città». Dalle informazioni di cui dispone, «i numeri registrati da tutti gli eventi di questo periodo sono stati straordinari – prosegue – oltre 18mila visitatori al presepe del Quarter, il teatro sempre sold out, le folle impressionanti del 30 e del 31 sono la conferma che abbiamo visto giusto».

Ovviamente si può sempre migliorare e le critiche e i flop hanno aiutato molto in questo. Ma se per una volta che la scommessa è vinta a mani basse qualcuno prova a sminuire il ruolo dell’amministrazione, complimentandosi con la sicurezza, le forze dell’ordine, le squadre di polizia, ogni singolo addetto ma non con chi pensa e organizza, lei mette i puntini sulle “i”. «Quelle persone vanno davvero ringraziate, perché abbiamo una struttura per cui riceviamo molti complimenti e in questi anni abbiamo affidato eventi di grandissima importanza a dei veri professionisti all’interno della macchina amministrativa», premette. «Ma nel mio ruolo di “front-woman” ci metto la faccia quando c’è da prendersi le responsabilità e mi prendo i meriti, condivisi con tutti, quando le scelte si rivelano azzeccate», dice semplicemente.

D’altronde, aggiunge, «credo che il vecchio Cap d’Any imponesse un turismo “mordi e fuggi”, mentre qui serve qualcosa di più e allora abbiamo avviato e guidato un processo iniziato nel 2014 e che ora da i suoi frutti». Tanto per dire «ci risulta che il 30 dicembre alle 20 molti pubblici esercizi avessero finito il cibo – sottolinea – e che ci siano state prenotazioni nell’extralberghiero anche per Natale». Tutto questo è un’ulteriore spinta per l’accreditamento di Alghero come città di turismo e cultura “quattro stagioni”. «Questa città continua ad avere un appeal notevole e una gran considerazione – conclude Gabriella Esposito – dobbiamo continuare così».

Per Massimo Cadeddu era il debutto alla presidenza della Fondazione Alghero ed è andato decisamente bene. «La doppia data ha funzionato, ci ha aiutato a spalmare più presenze in

più giorni, con addirittura prenotazioni extralberghiere per Natale, spingendoci a osare ancora di più in futuro – dice – era proprio quello il vero scopo e siamo riusciti nell’intento, perché questa operazione di marketing è stata importante e ha portato risultati tangibili sul territorio».

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