«Pineta Mugoni è abbandonata»

Ambientalisti e operatori contro l’Amministrazione: «Sprecati i 100mila euro del progetto Rada»

ALGHERO. Era stato annunciato in pompa magna due anni fa, esattamente a fine dicembre del 2016. A corredo degli annunci e delle cifre, erano state fornite anche delle foto virtuali, dei render di quello che si sarebbe realizzato. Una sorta di esperimento tra miglioramento dei livelli di tutela dell’ambiente, adeguamento delle condizioni di fruibilità per tutti e potenziamento degli aspetti più squisitamente estetici, che sicuramente contribuiscono a rendere un luogo attrattiva.

Ma oggi del progetto “Rada” non restano che alcuni pali dispersi in spiaggia. Complici avverse condizioni meteo, verissimo, «ma anche lo stato di totale abbandono cui sono stati destinati ha fatto la sua parte», per usare le parole degli autori della protesta. Sono un gruppo eterogeneo, composito e numeroso di ambientalisti, operatori e fruitori abituali di pineta Mugoni, l’incantevole baia nel cuore del Parco naturale regionale di Porto Conte, a specchio sulle acque dell’Area marina protetta di Capo Cacci e Isola Piana. «È un abbandono totale, la staccionata a Pineta Mugoni quasi non esiste più», attaccano gli autori della protesta. «Dopo avere speso quasi 100mila euro, il Comune ha abbandonato tutto – accusano – e dopo la mareggiata i pali sono stati trascinati in spiaggia». Ne fanno una questione di principio, «perché sono stati spesi dei soldi pubblici per una buona ragione ma alla luce dei fatti si tratta di danari buttati», una questione di ragionevolezza, «perché basterebbe quantomeno recuperare quei pali nella previsione un giorno o l’altro di poter risistemare tutta la struttura protettiva», e una questione di sicurezza, «perché quella staccionata in balia di nessuno è molto pericolosa, tanto più che con l’inverno che sta facendo la spiaggia è molto trafficata anche in bassa stagione».

Come documentano attraverso foto e video allegati alla loro segnalazione, «allo stato attuale è pieno di viti sporgenti, staccate dai pali», dicono. «E se qualcuno si facesse male?», chiedono. Era il 27 dicembre 2016 quando la giunta comunale di Alghero annunciò l’approvazione del progetto di salvaguardia e di ricostruzione del litorale di Mugoni attraverso azioni di riqualificazione ambientale di dune e arenili. Il progetto “Rada” prevede l’installazione di staccionate in legno per ricostituire la linea di fruibilità e di passaggio, la realizzazione di passerelle per raggiungere la riva, il controllo dei flussi e il posizionamento della cartellonistica. Negli auspici dell’amministrazione comunale, i lavori sarebbero dovuti finire prima della stagione balneare 2017, con l’obiettivo prioritario di «preservare il bene più grande e prezioso di cui disponiamo: l’ambiente», come dichiararono da Porta Terra. In realtà
l’investimento da 100mila euro è rimasto monco. Sono stati delimitati gli habitat attraverso una staccionata che ha interdetto l’accesso indiscriminato, indirizzandolo verso le parti di spiaggia meno affollate. Ma di quell’opera oggi non resta che un cumulo di pali sparsi sull’arenile.

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