Barracelli, ad Alghero scoppia il caso del giubbotto di Salvini

Il comandante Paddeu afferma che il dono era di un sindacalista di Nuoro. Ma i suoi uomini fanno notare che il simbolo sulla giubba era quello di Alghero

ALGHERO. Il barracello Matteo Salvini non smette di far discutere. Il giubbotto della compagnia barracellare di Alghero donato al leader della Lega e vicepremier in occasione del comizio tenuto il mese scorso in piazza Pino Piras è diventato il pretesto per riaprire la polemica mai sopita all’interno della compagnia. Riccardo Paddeu, già candidato alle elezioni comunali nella coalizione di Mario Bruno, aveva poi faticato parecchio per assumere il comando di un gruppo estremamente diviso.

Tra defezioni, ammutinamenti, epurazioni e armistizi, la situazione sembrava essere tornata sotto controllo, ma è bastato un semplice giubbotto a scatenare di nuovo la guerra interna. Per il sindaco Mario Bruno e l’assessore Raniero Selva, non sarà semplice gestire la situazione. Autori della protesta che riapre le ostilità sono un nutrito gruppo di barracelli algheresi. «Una compagnia di barracelli mai dovrebbe dare l’impressione di schierarsi politicamente o prestarsi a strumentalizzazioni politiche», è la premessa. Ammesso che non ci sia niente di male a fare un omaggio al ministro dell’Interno in visita istituzionale, altra cosa è «questo omaggio avvenuto non durante una visita ufficiale ma durante la manifestazione di propaganda elettorale», stigmatizzano. Poi entrano nel vivo. «Il capitano della compagnia di Alghero negherebbe qualsiasi coinvolgimento, indica il sindacato autonomo dei barracelli come promotore dell’iniziativa», spiegano. «Il rappresentante del Sab di Nuoro rivendica l’iniziativa e conferma – proseguono – ma visto che quella giacca è evidentemente quella di Alghero, con tanto di stemma della città, chi potrebbe averla fornita se non un membro della compagnia di Alghero?».

Poi un’altra domanda. «Come avrebbe potuto il sindacalista appropriarsene e utilizzarlo senza la preventiva approvazione di chi dirige e rappresenta la compagnia?», chiedono. In realtà la risposta la sanno. E la danno subito. «Tra il segretario provinciale di Nuoro del Sab e il comandante della compagnia algherese esiste uno stretto legame – accusano – e anche nel recente passato quel sindacalista è

intervenuto nei rapporti interni tra barracelli e compagnia e tra compagnia e amministrazione, prendendo sempre le difese dei vertici della compagnia».

Diceva un politico piuttosto navigato che a pensare male si fa peccato, ma che di tanto in tanto si indovina.
 

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