Bruno: «Valuterò se ci sono le condizioni per andare avanti»

ALGHERO. Ora è crisi. O forse no. Mario Bruno starebbe meditando le dimissioni. Tre sere fa ha preso atto di non avere una maggioranza. Non è una sorpresa: da settimane i consiglieri del Pd, entrati...

ALGHERO. Ora è crisi. O forse no. Mario Bruno starebbe meditando le dimissioni. Tre sere fa ha preso atto di non avere una maggioranza. Non è una sorpresa: da settimane i consiglieri del Pd, entrati in coalizione nel settembre 2017 dopo lo strappo delle elezioni amministrative del 2014, disertano l’aula perché insoddisfatti. Martedì l’opposizione in seconda convocazione ha approvato la mozione del consigliere Michele Pais della Lega, sconfessando le scelte dell’amministrazione in tema di tributi locali. E ora va all’assalto. Per l’Ncd «chi di seconda convocazione ferisce, di seconda convocazione perisce». Per Forza Italia «Bruno abbandona l’aula come Schettino». Per il M5S nel centrosinistra ci sono «troppi personalismi e un’accozzaglia di liste, è lo stesso errore che sta facendo Zedda». La permanenza in aula di Pietro Sartore, capogruppo della lista civica più vicina al sindaco, ha favorito il blitz. Ma l’assenza degli esponenti del Pd ha pesato moltissimo. «Abbiamo fatto un sacrificio per il bene della città, ma Bruno non ci ascolta, sui temi strategici del nostro accordo non ha fatto nulla e si è dedicato solo alla promozione della sua immagine», è l’accusa di Salis. «Quando porterà in aula il Puc e altre questioni strategiche per la città ci saremo, il resto è gossip e non ci interessa», rincara in risposta a Mario Bruno, che definisce le sue affermazioni «pesanti come macigni» e ricorda che «del Pd sono espressione due assessori con deleghe importanti, il presidente del Parco e buona parte del governo delle nostre partecipate». Sulla rottura pesa anche la scelta di Raimondo Cacciotto, consigliere regionale uscente, vicino a Bruno, di candidarsi con Massimo Zedda ma non col Pd. «La mia maggioranza non si è dimostrata tale – tuona il sindaco – non si può fare finta di niente, valuterò se ci sono le condizioni per andare avanti». A lanciargli una ciambella di salvataggio è il capogruppo
dem in via Columbano, Mimmo Pirisi. «Mi aspetto responsabilità da parte di tutti – dice – usare le singole situazioni per puntualizzare posizioni personali, seppur legittime, ora non è utile». La maggioranza numerica c’è ancora. Non resta che attendere gli sviluppi. (g.m.s.)

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