Aeroporto di Alghero, i vigilantes: "Non vogliamo perdere il lavoro"

In 36 insorgono: «Sì al contratto nazionale, ma Sogeal deve assicurarci il diritto a rientrare in azienda se l’appalto cessasse»

ALGHERO. «Va bene l’impegno per assicurare ai lavoratori il contratto Assaeroporti anche qualora il servizio Security a Nuraghe Biancu dovesse essere esternalizzato, ma se l’appalto dovesse cessare per qualsiasi motivo rivendichiamo anche il diritto alla continuità del rapporto di lavoro e il diritto a rientrare in azienda». Lo chiede una nutritissima schiera di lavoratori della Security di Sogeaal.

Lo scorso 23 gennaio i licenziamenti dei 45 addetti agli accessi di sicurezza sono stati revocati. Ora loro, reduci da un braccio di ferro dentro e fuori dalle aule del tribunale del lavoro di Sassari, chiedono ulteriori garanzie. «L’accoglimento delle nostre richieste in tal senso eviterebbe nuovi ricorsi», è il loro grido di battaglia. La lettura che danno 36 dei 45 lavoratori della sicurezza rispetto alle recenti vicende non collima esattamente con quella dei sindacati, e della Cgil in particolare. «Su 45 lavoratori solo 9 sono stati assistiti dai legali della Cgil, mentre gli altri 36 si sono rivolti agli avvocati Sergio Palmas, Vittorio Perria e Silvia Messina, che hanno seguito la vertenza fin dal loro avvio per conto di tutti coloro che non si sentivano adeguatamente tutelati in sede sindacale», è la prima precisazione.

Un dettaglio non secondario, precisano i diretti interessati, «in quanto molti di noi erano iscritti alla Cgil ma hanno comunque preferito affrontare i costi di professionisti non affiliati alla Cgil pur di ottenere l’assistenza che sentivano mancargli». Il riferimento non è certo «ai valenti legali del sindacato, che hanno collaborato con i nostri – precisano – ma è giusto che si sappia: abbiamo ritenuto indispensabile affidarci a legali di fiducia differenti».

Non è un distinguo solo formale, ma è utile per capire meglio la situazione. «Appare impreciso affermare che i dipendenti son stati licenziati nel maggio 2017 – insistono i firmatari del documento – dobbiamo dare atto all’azienda che i rapporti di lavoro non sono mai cessati e sono proseguiti in attesa dell’assegnazione all’aggiudicatario dell’appalto, che ancora non si è perfezionata a causa di un contenzioso amministrativo». Secondo loro è un «peccato di superbia da parte della Cgil arrogarsi l’ennesima vittoria», perché «abbiamo dovuto lottare personalmente, spesso operando in modo difforme dalle pretese del sindacato o esercitando ogni pressione in nostro
potere per dettare una linea di condotta e non doverla invece subire. Le lettere di licenziamento non sono state dichiarate illegittime da nessuno perché l’accordo con l’azienda ha prevenuto una pronuncia dei magistrati». Un accordo che i lavoratori rivendicano come risultato proprio. «

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