Alghero, barracelli contro i ricciai abusivi

Accordo con Parco e area marina per tutelare la zona: in campo anche Gdf, capitaneria e forestali

ALGHERO. Per i ricciai abusivi sono tempi durissimi. I pescatori di frodo di bogamarì sono nel mirino delle forze dell’ordine. Un fuoco incrociato che vede all’opera congiuntamente la sezione navale della guardia di finanza, la capitaneria di porto, il corpo forestale e la compagnia barracellare di Alghero. I controlli serratissimi e frequentissimi stanno portando a un numero di sequestri davvero straordinario, frutto di una strategia ben precisa, finalizzata a proteggere una risorsa ambientale ed economica peculiare, esposta a rischio di estinzione dagli abusi della pesca e del consumo indiscriminato.

È esattamente in questo contesto che si inseriscono i controlli disposti dai vertici del Parco naturale regionale di Porto Conte e dell’Area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana per la miglior tutela di tutta la zona, sia a terra che in mare, con l’intensificazione dei controlli sui prelievi non autorizzati di ricci di mare. L’attività è affidata alla compagnia barracellare di Alghero. Ogni giorno gli uomini del comandante Riccardo Paddeu stanno sorvegliando il territorio e fanno sentire il fiato sul collo a tutti, compresi i pescatori professionisti autorizzati, in modo da prevenire e impedire altri abusi rispetto ai tantissimi registrati nelle ultime settimane.

L’ultimo sequestro messo a segno risale a due giorni fa. Due pescatori di frodo, già noti e già denunciati per lo stesso reato quando erano stati fermati nelle vicinanze della località Punta del Dentul, stavolta sono stati scoperti in flagrante con un bottino di duecento ricci già raccolti e rigettati in mare e alcuni attrezzi da posta, a iniziare da un palamito con un centinaio di ami che era stato calato nelle acque di Port’Agra, all’interno della zona A di riserva totale. Mettendo insieme tutti i sequestri messi a segno dalle forze dell’ordine nelle ultime due settimane, sono migliaia i ricci recuperati e restituiti al mare. Il sintomo della totale mancanza di percezione rispetto alla gravità della situazione sul piano ambientale.

«La costante e puntale presenza in questo periodo delle forze dell’ordine all’interno della zona tutelata ci sta consentendo di monitorare che il prelievo dei ricci di mare avvenga nel pieno rispetto delle regole», commenta il direttore del Parco e dell’Area marina, Mariano Mariani. «L’azione di repressione ci permette di mantenere gli equilibri prefissati con i piani di prelievo autorizzati», prosegue il direttore di Casa Gioiosa, prima di «ringraziare guardia costiera, guardia di finanza, corpo Forestale e compagnia barracellare».

Entrando più nel dettaglio delle operazioni messe in atto, Mariani sottolinea: «Con la compagnia barracellare abbiamo stabilito un rapporto operativo ancora più diretto grazie a uno specifico accordo di collaborazione», annuncia il direttore delle due istituzioni di salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali protette. L’accordo è «coordinato dall’assessorato comunale dell’Ambiente – conclude Mariani
– che ha condiviso la necessità di estendere l’attività dei barracelli anche al mare per sorvegliare meglio il territorio protetto».

Ai barracelli sono stati messi a disposizione i mezzi navali un tempo utilizzati dall’Area Marina, da tantissimi anni fermi al porto di Alghero.

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