Salvini: «Da completare la 4 corsie Alghero-Sassari»

La giornata algherese del vicepremier leghista. E ironizza: «Visto che anche Toninelli è d’accordo...»

ALGHERO. Che Matteo Salvini tenga alle elezioni in Sardegna è chiaro. Ieri il leader della Lega ha chiuso ad Alghero un tour di tre giorni in giro nel nord dell’isola. Una sfacchinata al termine della quale l’unico a non mostrare segni di stanchezza è lui. Tra una sigaretta e un selfie, un selfie e una dichiarazione, una dichiarazione e una sigaretta, il vicepremier porta in scena al mercato civico il suo spettacolo collaudatissimo. Battute, attacchi, impegni, incitamenti. Un monologo con una regia precisa, che funziona. La gente apprezza e si infiamma. La sua ultima mattinata pre-elettorale sul fronte nordoccidentale dell’isola va secondo copione. Il ministro dell’Interno arriva in via Cagliari ed è subito un superlavoro per guardie del corpo, forze dell’ordine, giornalisti, cameramen e fotografi, sballottati dall’entusiasmo del popolo leghista di Sardegna.

Leghista di Sardegna: qualche anno fa sarebbe sembrato un ossimoro, oggi è l’immagine di un esercito che si ingrossa. La Maddalena, Castelsardo, Ozieri e Sassari sono stati dei test a pochi giorni dal voto. Ad Alghero Matteo Salvini è tornato in chiusura: il clima di questo posto strano lo conosce già. E dopo il bagno di folla di un mese fa, è venuto in cerca di conferme. Salvini ha un’attenzione speciale per la città, che ricambia affetto e simpatia. Difficile dire se quell’affetto finirà nelle urne: Alghero è un posto strano, la politica qui non segue alcuna logica. Ai giornalisti riserva i commenti alle news di giornata. «C’è un’imbarcazione di una ong tedesca al largo della Libia, se sta pensando di venire da noi cambi direzione, qui non sbarca nessuno», dice per fa capire che il caso Diciotti non lo turba. Qualcuno chiede se l’autonomia del nord sia il frutto di un baratto col Movimento Cinque Stelle. Lui derubrica. «Fantasie dei giornalisti». Si parla di finanziamenti europei per la Tav. «Finalmente l’Europa ha fatto una cosa giusta». E poi il latte. «È giusto che il lavoro sia pagato e abbia la dignità che deve avere – dice – incontrerò anche la grande distribuzione, le posizioni sono sempre più vicine». Parlando di Sardegna, attacca il nastro. «Non vedo l’ora che arrivi domenica per un voto di liberazione – spiega – siamo pronti a governare da lunedì prossimo, quando i primi storici consiglieri regionali della Lega in Sardegna saranno in ufficio per fare e non per dichiarare». Secondo lui «la scelta sarà tra la Lega e la sinistra». Alla gente che lo incita parla chiaramente. «A oggi la metà dei sardi non intende votare – spiega – capisco la sfiducia e l’incazzatura, ma ora o mai più».

L’ultima battuta è per l’aeroporto di Alghero e la quattro corsie. «Beh, per una volta che è favorevole anche il ministro Toninelli bisogna fare in fretta», ironizza. Poco prima di lasciare la Sardegna per un giorno, il vicepremier ha visitato la caserma dei vigili del fuoco di Alghero. Da anni i pompieri del distaccamento
lamentano le condizioni al limite dell’agibilità della vecchia scuola elementare che li ospita e attendono la realizzazione della nuova. «Giovedì ci sarà un incontro tra prefetto e Comune – annuncia Salvini – cercheremo di stringere perché il sindaco si assuma le sue responsabilità».

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