Alghero, metro di superficie fino a Sassari

A disposizione i 46 milioni di euro del progetto per i collegamenti con l’aeroporto di Fertilia

ALGHERO. Un desiderio chiamato tram-treno. Un mezzo di trasporto unico per attraversare la barriera del tempo e proiettarsi in un futuro in cui la Rete metropolitana del Nord Sardegna diventerà da lettera morta in un ambizioso progetto di città diffusa del Nord Sardegna grazie al sistema di collegamento della rete metropolitana. Non è uno scioglilingua, né un sofismo. È il progetto, concreto e già a ottimo punto di dettaglio, cui lavorano tecnici ed esperti su input del “Comitato Metrotranvia Sassari”. Dopo aver riportato l’argomento al centro del dibattito politico e tecnico a Sassari, i promotori della rivoluzione su rotaia puntano verso Alghero. La loro idea potrebbe davvero rilanciare le aspirazioni di sviluppo della “città di città”, che ha il capoluogo come epicentro e la Riviera del corallo come acceleratore naturale, dato il ruolo traino in ambito turistico, la presenza di un porto destinato a crescere e di un aeroporto che si spera possa risorgere presto. Dopo l’appello agli amministratori sassaresi perché Sirio possa muoversi liberamente verso Li Punti e il Monte, assolvendo quella funzione per cui era nato, ora premono perché i 46milioni a disposizione della Rete metropolitana del Nord Sardegna per collegare Sassari e Alghero all’aeroporto non diventino un’occasione persa. «Basterebbe un investimento ulteriore di 32milioni di euro per portare il tram-treno dentro la città di Alghero, mettendo chiunque nelle condizioni di muoversi su un solo mezzo da Calabona a Sorso, passando per il centro algherese, l’aeroporto, le borgate, Olmedo, il centro di Sassari, i suoi quartieri periferici e la Romangia», spiega come portavoce dei promotori Rosario Musmeci. Il loro ragionamento, che è supportato da misurazioni e calcoli fatti sulla base di documenti programmatori che esistono, come il vigente Piano di mobilità di area vasta firmato a suo tempo dall’ingegnere Giuseppe Fiori, è molto semplice. «La possibilità per studenti, lavoratori, malati, turisti e per chiunque di potersi muovere entro l’area vasta con mezzi e tempi propri di una città è il presupposto essenziale e irrinunciabile per costruire davvero la città metropolitana del Nord Sardegna», asseriscono. Che il tema sia di attualità lo spiegano ragioni diverse. Da un lato c’è il rischio che il finanziamento per la linea verso l’aeroporto rischi di diventare un investimento a metà se davvero la linea si dovesse fermare alla stazione della Pietraia senza entrare in città come fa a Sassari, arrivando sino all’Emiciclo Garibaldi. Dall’altro c’è la consapevolezza che è fondamentale allineare questo processo a quello che punta nel più breve tempo possibile all’approvazione del Piano urbano del traffico. L’estensione dei collegamenti tramviari dentro Alghero inizia dal ripristino del tratto dalla Pietraia al porto e prosegue verso sud sino a viale della Resistenza per un totale di quasi quattro chilometri. Passerebbe lungo via Garibaldi, via Cagliari, via Giovanni XXIII, via De Gasperi e finirebbe viale della Resistenza. Praticamente tutta Alghero potrebbe arrivare in tram all’aeroporto o a Sassari. «Esistono le condizioni urbanistiche affinché, con una tratta tramviaria in ambito urbano soggetta alle regole del codice della strada, che consenta un collegamento diretto tra i poli principali dell’area vasta, da centro a centro e da centro all’aeroporto», conferma alla Nuova Sardegna
l’ingegner Fiori. Il sasso è lanciato, la rivoluzione sulla carta è già molto più dettagliata di così. Se gli amministratori di oggi e di domani sono pronti, il Comitato è ben lieto di sedersi intorno a un tavolo e disegnare il futuro. Che viaggia su un tram-treno chiamato desiderio.

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