Bloccato sul nascere un secondo incendio vicino al Rio Filibertu

ALGHERO. Misura più di due ettari l’area di Anghelu Ruju devastata due sere fa dalle fiamme. Un rogo sulla cui natura dolosa sembrano esserci pochissimi dubbi. Dopo l’intervento di vigili del fuoco...

ALGHERO. Misura più di due ettari l’area di Anghelu Ruju devastata due sere fa dalle fiamme. Un rogo sulla cui natura dolosa sembrano esserci pochissimi dubbi. Dopo l’intervento di vigili del fuoco di Alghero e Sassari e dei barracelli di Alghero, ieri è stato necessario l’intervento di nuovi mezzi messi a disposizione dalle compagnie barracellari di Sassari e Olmedo sulla base di un accordo stretto dai sindaci dei tre Comuni, Mario Bruno, Nicola Sanna e Toni Faedda. La nuova operazione si è resa necessaria per spegnere dei tizzoni che a macchia di leopardo stavano per far ripartire il rogo. Gli uomini impegnati nel pattugliamento della zona e nel nuovo intervento di prevenzione, che ha permesso di scongiurare un nuovo incendio, hanno continuato a cercare l’innesco: gli investigatori e gli esperti sono assolutamente certi che a far partire le fiamme sia stato l’intervento doloso di qualcuno, anche se si ignora quale fosse esattamente il motivo di un attentato del genere. «Fortunatamente, rispetto a quanto abbiamo visto e temuto in un primo momento, l’incendio ha lambito i vigneti, ci è andato molto vicino, ma senza colpirli», afferma Francesco Masala per conto della proprietà delle Tenute Sella&Mosca, le cui piantagioni si trovano a pochissima distanza dal luogo in cui si è verificato l’incendio di due sere fa. «Stiamo verificando il livello di compromissione delle piante che potrebbe essere stato prodotto dalla forte calura – prosegue Masala – il caldo può aver danneggiato qualche pianta, anche se le fiamme non sono arrivate direttamente sino alla vigna». Sella&Mosca, conclude Francesco Masala, «sta facendo ulteriori analisi per verificare la eventuale entità dei danni, ma lo potremo appurare solo nel tempo, man mano
che la vigna matura». Il rogo era stato alimentato dal forte vento di maestrale, che aveva spinto l’incendio sino a minacciare la necropoli di Anghelu Ruju. Le fiamme, altissime, sono partite da un canneto vicino al Rio Filibertu, a poche decine di metri dall’azienda. (g.m.s.)

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