Piscina, ribasso eccessivo e i lavori segnano il passo

La Network di Vicenza chiede una variazione in corso d’opera del contratto  Il sindaco rilancia: «Pur con difficoltà il cantiere va avanti regolarmente»

ALGHERO. «I lavori sono sostanzialmente fermi da metà dicembre, dopo il posizionamento delle travi principali». A confermare l’impasse nel cantiere della piscina comunale coperta è il direttore dei lavori. Giovanni Mura, ingegnere, ieri è arrivato in città da Cagliari per la conferenza stampa convocata dal sindaco Mario Bruno. «Un’operazione verità – come l’ha ribattezzata Bruno – perché i cittadini devono sapere». E Mura spiega dove stanno i problemi per cui l’impianto di Maria Pia – che doveva essere completato entro il 27 novembre 2018 e per il quale c’è stata una proroga sino al 27 febbraio – stenta a progredire. Il direttore parte da lontano. «Dal 2016, quando è stato approvato il codice degli appalti, in Italia c’è un problema – spiega – le imprese si comportano come prima, fanno un ribasso spesso assolutamente incongruo pensando di risolvere i problemi in corso d’opera, ma modificare un contratto anche di una virgola è un reato penale e il direttore dei lavori non ha nessuna flessibilità di interpretazione della norma». In pratica, «le imprese contano di recuperare utili in corso d’opera, ma la legislazione non lo consente più». Se il concetto non è ancora chiaro, l’ingegnere infila il dito nella piaga. «Dal febbraio 2018, quando ho assunto la direzione dei lavori, l’impresa pone problemi che rifiutiamo – dice –. Noi abbiamo sempre risposto e risponderemo che l’impresa ha fatto un’offerta con ribasso e una robusta proposta migliorativa, ha dichiarato il progetto congruo e ora deve realizzarlo». Poi Mura va al nocciolo della questione. «L’impresa chiede di sostituire la copertura, ma non è consentito se non dice qual è la convenienza di natura tecnica, temporale o finanziaria per l’amministrazione». Il Consorzio Stabile Alveare Network di Vicenza si è aggiudicata per 1milione e 629mila euro l’appalto a base d’asta di 1milione e 860mila euro, con un ribasso del 14%. Probabilmente si è resa conto tardi che – tra rinforzo delle pareti perimetrali, coibentazione, impianto fotovoltaico e oneri per la posa del tetto – potrebbe mancarle un margine di 400mila euro rispetto alle previsioni. E chiede di trattare sul tetto. «Il compenso della copertura è sottostimato, ma il direttore dei lavori non farà mai un atto contrario al codice – avverte Mura – anche a costo di un contenzioso con l’impresa». Che dal 27 febbraio è sotto penale: 1630 euro al giorno. «L’impresa deve far diventare profittevole un’iniziativa che presumibilmente presenta qualche problema – conclude – ma non è un problema mio o dell’amministrazione». In due riunioni col direttore dei lavori, col rup Giommaria Angioj e col sindaco, «ha preso impegni che non ha mantenuto», stigmatizza l’ingegnere chiamato per chiarire la situazione dopo le anticipazioni della Nuova sul rischio che l’opera non si sblocchi e il cantiere tenga chiusa anche quest’estate la piscina scoperta, per la quale ci sono 250mila euro e un appalto da assegnare. Alla conferenza con Bruno, Mura e Angioj c’erano
anche gli assessori Alessandro Balzani, Raniero Selva, Mario Nonne e Lalla Cavazzuti. «L’impresa conferma che completerà l’opera entro giugno», riferisce Bruno, assicurando con un comunicato diramato ieri sera che «i lavori, pur nella difficoltà, proseguono con quotidiana regolarità».

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