Alghero, via libera definitivo alla residenza di Calabona

La Regione chiarisce che non esiste alcun motivo per bloccare la lottizzazione. Il primo progetto venne presentato nel 1995 e approvato dal Comune nel 2000

ALGHERO. Ora non ci sono più scuse per fermare la lottizzazione di Calabona. Uno dei temi su cui l’amministrazione Bruno ha vacillato più volte arriva al capolinea. Dopo un’impasse di oltre due anni, da quando l’interpretazione autentica votata dal consiglio comunale ha escluso ogni impedimento alla realizzazione del progetto edificatorio, da Cagliari arriva il via libera definitivo, senza alcuna possibilità per nessuno di traccheggiare ulteriormente. Nei giorni scorsi gli uffici dell’assessorato regionale degli Enti locali, Urbanistica ed Edilizia hanno ospitato un confronto tra Regione, Comune e proprietari. Risultato: non c’è alcuna competenza sovracomunale sull’autorizzazione finale e Porta Terra non sta aspettando alcun via libera. A impedire l’avvio del cantiere, a questo punto, può essere solo una volontà politica difficile da argomentare. Forse non è la conclusione che tutti auspicavano, ma se l’immobilismo dovesse proseguire si rischia un contenzioso legale che non giova a nessuno. A sbloccare la situazione è stata l’interrogazione presentata in gennaio dalla consigliera di maggioranza Marina Millanta. «Quali sono stati gli atti conseguenti all’interpretazione autentica data due anni fa dal consiglio comunale a proposito del Piano regolatore generale di Alghero? Quella delibera è stata trasmessa alle competenti autorità regionali per i provvedimenti del caso? E l’autorità regionale competente cosa ha risposto? E alla luce di tutto questo carteggio, cosa hanno fatto gli uffici dei settori dedicati dell’amministrazione comunale?». La sua raffica di domande a bruciapelo ha imbarazzato Porta Terra e ha rianimato i privati che da anni attendono di costruire, senza capire cosa lo impedisca. Ora, insieme ai loro tecnici, si sono rifatti sotto e hanno ottenuto quel chiarimento che mette tutti di fronte al fatto compiuto. Il piano di lottizzazione della discordia risale al 1995. In quell’area il Prg prevedeva – e tutt’ora prevede, essendo ancora vigente – consistenti interventi di edilizia residenziale privata e pubblica e di servizi per la collettività. Ottenute tutte le autorizzazioni, nel 2000 il piano è approdato in consiglio comunale per l’adozione finale. Da lì la storia di Calabona è diventata un’odissea, tra maggioranze che hanno traballato e altre che hanno perso pezzi in diciassette lunghi anni in attesa di un’interpretazione autentica delle norme. Che è arrivata nel gennaio 2017 dall’aula di via Columbano. Da allora, come
confermano gli uffici rispondendo alle domande di Marina Millanta, è di nuovo tutto fermo. Ora sarà necessario rivedere il progetto, attualizzarlo, ma i privati sono pronti a farlo. Purché non si perda altro tempo. Diversamente il confronto non sarà più tra progettisti, ma tra avvocati.

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