Arriva il fermo biologico per i ricci

Maltempo e predoni del mare: si chiude una stagione di pesca da dimenticare

ALGHERO. Una delle peggiori stagioni di sempre, quella della pesca ai ricci, che si chiude oggi 16 aprile. Scatta infatti il fermo biologico ma gli operatori non possono certo essere soddisfatti: fra giornate perse a causa del maltempo il bracconaggio portato avanti, forse per mesi, dai pescatori abusivi, i mesi di lavoro non hanno fruttato granché ai pescatori che hanno trovato grandi distese di fondale marino completamente depredato, oppure con pochissimi esemplari di ricci e qualche volta pure sottotaglia.

Un fenomeno, quello del bracconaggio, venuto prepotentemente a galla la scorsa estate, quando la guardia di finanza aveva sequestrato oltre trenta chili di polpa già conservata di 112 vasetti, pari a circa 25 mila ricci. Responsabili della razzia, cinque pescatori campani che si erano trasferiti ad Alghero per “la stagione”. Senza scordare, però, i predoni locali che utilizzando attrezzature vietate (come il gangano nella foto) devastano il fondale marino, catturano ricci di tutte le dimensioni e avannotti delle specie pelagiche.

Quasi una lotta senza quartiere, quella portata avanti oltre che dalla guardia di finanza, anche da guardia costiera, barracelli e uomini del corpo forestale regionale. Tantissimi i pescatori non professionali sorpresi con centinaia di ricci e per loro sono scattate multe salatissime. Anche se in alcuni casi erano bracconieri “per necessità”. Una carenza di ricci

che la Regione ha provato a tutelare riducendo il numero delle prede che potevano essere prelevate da ogni pescatore professionale. La speranza è che questa estate gli abusivi vengano fermati per tempo, così da restituire un po’ di serenità al mondo della pesca. (p.s.)
 

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