Alghero, rapina a un portapizze: assolto dopo sette anni

Antonio Nori era stato chiamato in causa come complice da un altro giovane. L’imputato, 23enne all’epoca, si è sempre difeso: «Ero con la mia fidanzata»

ALGHERO. Fin dall’inizio del processo aveva proclamato con forza la sua innocenza: «Non ho commesso alcuna rapina, io quel giorno ero insieme alla mia fidanzata». Antonio Nori, appena 23enne all’epoca dei fatti (che risalgono a febbraio del 2012) era stato chiamato in causa come complice in una rapina ai danni di un portapizze da un altro giovane coetaneo già condannato per quell’episodio.

A distanza di sette anni dall’accaduto si è concluso il processo nel tribunale di Sassari. Il collegio presieduto da Mauro Pusceddu (a latere Sergio De Luca e Giulia Tronci) ha assolto Nori, che era difeso dall’avvocato Elias Vacca, dall’accusa di rapina in concorso e lesioni. Il pubblico ministero Angelo Beccu (sostituito in udienza dal collega Mario Leo) aveva chiesto una condanna a tre anni e nove mesi di reclusione.

La storia. Un giovanissimo portapizze (aveva appena 16 anni quando si ritrovò improvvisamente a terra dopo esser stato picchiato) era stato attirato in un trappola con una falsa ordinazione arrivata da una cabina telefonica del centro di Alghero.

La vittima raccontò di essere stata aggredita da due persone (che avevano il volto parzialmente coperto) subito dopo aver consegnato alcuni cartoni con le pizze in un’abitazione vicino a via Manzoni. Al ragazzo era stato strappato via il marsupio con gli spiccioli appena incassati, oltre a un piccolo fondo cassa (in tutto circa 260 euro).

Il portapizze, terrorizzato, aveva chiesto aiuto ad alcuni passanti prima di avvertire il titolare della pizzeria e denunciare il fatto alle forze dell’ordine. Sul posto erano immediatamente intervenuti gli agenti del commissariato di Alghero che si erano messi sulle tracce dei due malviventi.

A seguito delle indagini, tre mesi dopo il fatto, un giovane algherese era stato denunciato. Ai carabinieri aveva indicato Nori come suo complice. Salvo poi ritrattare tutto. Nori, peraltro, aveva un alibi confermato da due testimoni e dai tabulati telefonici. Dopo un’istruttoria lunga e complessa, durata svariati anni, con avvicendamenti dei giudici componenti il collegio e dei pm che seguivano il caso, Nori è stato assolto per non aver commesso
il fatto.

Per il giovane imputato, sempre presente alle udienze accanto al suo avvocato Elias Vacca, è finito un incubo. La madre, che lo ha spesso accompagnato in tribunale, alla lettura del dispositivo non è riuscita a trattenere le lacrime.

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