Calunniò la ex del figlio, algherese condannato

Un 57enne aveva accusato la ex nuora di averlo investito con la macchina La Suprema corte ha confermato il verdetto d’appello: un anno di reclusione

ALGHERO. Il video registrato da alcuni testimoni con uno smartphone, secondo la corte di Cassazione, «anche se riprende solo una parte dell’azione, contribuisce comunque a rendere pienamente attendibile il racconto della parte civile...». E la parte civile in questione è la ex nuora dell’imputato: l’algherese Salvatore Ferrari. L’uomo era stato condannato in primo e in secondo grado a un anno di reclusione per calunnia e violenza privata. Aveva raccontato alla polizia che la ex nuora lo aveva investito con l’auto, in realtà fu lui ad “aggrapparsi” alla macchina e a minacciare lei che si stava rifacendo una vita con un altro uomo. Ora la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato.

La storia. Un 57enne algherese aveva presentato una denuncia al commissariato nella quale accusava la ex fidanzata di suo figlio di averlo investito con la macchina e di avergli procurato lesioni guaribili in dieci giorni. Ma questa ricostruzione era stata smentita categoricamente dalla donna che lo aveva denunciato per calunnia e violenza privata. All’esito del processo di primo e di secondo grado Ferrari era stato condannato per aver «falsamente incolpato la parte offesa del delitto di lesioni aggravate per futili motivi pur sapendola innocente». Non solo: era stato condannato anche perché «con violenza e minaccia consistita nel posizionarsi davanti all’autoveicolo, nell’aver seguito la macchina e nell’aver pronunciato frasi minacciose, costringeva la donna ad arrestare la marcia dell’auto». I fatti erano accaduti sul lungomare di Alghero mentre la giovane era a bordo della sua macchina insieme al nuovo fidanzato (il precedente era figlio dell’imputato). A un certo punto gli si era parato davanti l’ex suocero e, stando al racconto di lei, «Ferrari l’aveva invitata con tono perentorio a fermarsi, mettendosi in mezzo alla strada per capire chi fosse la persona seduta al lato passeggero. Lei, dopo essersi fermata e non aver urtato minimamente Ferrari, si era allontanata». E che non lo avesse urtato, secondo la Corte, è dimostrato dal fatto che «se Ferrari avesse subìto lesioni giudicate guaribili in 10 giorni non sarebbe stato in grado di
percorrere 4 chilometri a piedi e in salita per raggiungere la donna al successivo luogo di incontro». Il video riprendeva l’uomo aggrappato alle spazzole tergicristallo e nell’audio si sentivano chiaramente anche le minacce di morte, le ingiurie e le accuse per aver lasciato il figlio.

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