Alghero, nella spiaggia di San Giovanni torna la sabbia

Completata l’operazione di pulizia della posidonia. L’assessore Selva: «Ora siamo un modello»

ALGHERO. In un solo colpo la posidonia sparisce da San Giovanni e dalla campagna elettorale. La grande scommessa portata avanti dall’assessore dell’Ambiente, Raniero Selva, e da tutte le donne e gli uomini del settore di cui ha la responsabilità politica è vinta. L’esperimento portato avanti in questi ultimi anni tra polemiche, contrattempi, qualche ritardo e molte perplessità è riuscito. Fine delle discussioni: dopo anni e anni nel primo tratto del lido di San Giovanni, attaccato al porto, ricompare la sabbia. «Compare», come dice qualcuno che giura di non averla mai vista.

In ogni caso, da qualche giorno San Giovanni si presenta come non succedeva da tantissimo: una distesa di sabbia ad altezza di suolo ha preso il posto di quel cumulo di posidonia, rifiuti e deiezioni canine accumulati per anni, una distesa alta quasi due metri, che correva per duecento metri lungo quel tratto di litorale urbano profondo una quarantina di metri. «Quasi due campi da calcio sommersi dalla posidonia», afferma Raniero Selva, che già immagina quale possa essere il destino di quell’area: la presenza di scarichi e, soprattutto, del porto, impone un divieto di balneazione permanente, ma ora quella enorme spianata si offre per sport da spiaggia, eventi, feste e concerti. «Finisco questa mia esperienza da assessore con la soddisfazione di aver reso un pubblico servizio e di aver restituito agli algheresi un pregiato pezzo di città», dice lui, che non è candidato e che nei giorni scorsi si è accomiatato dalla struttura amministrativa certo di aver compiuto la propria missione col massimo impegno. «Oggi siamo un modello, siamo andati avanti per step, sperimentando, e alla fine abbiamo avuto ragione noi», spiega l’assessore senza dimenticare i preziosi suggerimenti dell’Università di Sassari e in particolare del docente Vincenzo Pascucci, sedimentologo. «Dal 2007 questa spiaggia era diventata un centro di accumulo per la posidonia spiaggiata – racconta Selva – ma abbiamo prima studiato, poi trovato i soldi e infine provato a rimediare a un problema che si trascinava da troppo tempo». Sulla pulizia delle spiagge, che nei mantra elettorali è nella top five delle priorità per i candidati di tutte le parti politiche, è stato investito 1 milione e mezzo di euro. «Il Comune ha messo 750mila euro per l’affidamento triennale della pulizia per 365 giorni all’anno, perché non è più pensabile considerarla una attività stagionale – prosegue – la Regione ha messo 600mila euro per l’eliminazione dei siti di stoccaggio e la rimozione della posidonia». Infine, ci sono i 150mila euro affidati ai balneari di Confcommercio per poter assolvere alle criticità legate ai loro stabilimenti, i cui oneri erano decisamente eccessivi. La posidonia è stata in parte vagliata e riportata in spiaggia, in parte trasportata a Quartu, dove c’è un centro di lavaggio e sistemi all’avanguardia. Ora restano solo due cose da chiarire con Cagliari.
«Serve una norma che classifichi la posidonia non come rifiuto ma come sottoprodotto – conclude – e poi bisogna ragionare sull’opportunità o meno dei riposizionamenti del prossimo autunno, dato che le quantità che si depositano di anno in anno paiono sufficienti per tutelare l’arenile».

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