Scintille tra i candidati sulle eterne incompiute

Confronto pubblico tra Bruno, Conoci e Ferrara nell’ex mercato della frutta Porto, aeroporto, urbanistica e turismo al centro dello scambio di accuse

ALGHERO. Una città bella e vivibile, con il porto come motore di sviluppo, una ricettività turistica riqualificata e ampliata, uno sviluppo urbano sostenuto da un’idea di lunga prospettiva attraverso il Puc, con grandi eventi, grandi impianti, edifici pubblici rimessi a nuovo e messi a reddito, le tipicità produttive e culturali valorizzate e messe al centro di un grande progetto, a iniziare dalla lingua, per diversificare un’offerta turistica che però ha necessità di aerei per essere supportata. Non c’è algherese che queste cose non le sappia a memoria. Avantieri, per il sicuro, i tre candidati sindaci Roberto Ferrara, Mario Bruno e Mario Conoci - per citarli nello stesso ordine della scheda elettorale - le hanno ripassate a voce alta. L’hanno fatto nel corso del confronto pubblico ospitato nell’ex mercato della frutta tra piazza Pino Piras e via Sassari. Stimolati dalle domande dei giornalisti locali, i tre non si sono dati troppo fastidio. Anzi, hanno dato la sensazione che le differenze tra loro non siano tanto programmatiche, perché alla fine le ricette quelle sono. L’unico vero motivo di scontro è la difficoltà a mettersi d’accordo sull’origine di tutti i mali di Alghero. Dall’aeroporto alla circonvallazione, dai mercati al palacongressi, l’attesa delle moltissime persone che hanno affollato l’improvvisata arena politica è stata delusa. I programmi, i progetti che dovrebbero far pendere l’ago della bilancia da una parte, dall’altra o dall’altra ancora continuano a restare sullo sfondo. Molto probabilmente è l’effetto di una campagna elettorale insolita per Alghero, perché la presenza di tre soli candidati sindaci e di tre schieramenti abbastanza tradizionali possono dare la sensazione che un ballottaggio è alla portata di tutti, inducendo tutti alla massima prudenza. Così la vera contesa è su chi possa davvero risolvere problemi noti a tutti, così come le soluzioni. «Il Puc entro cento giorni», annuncia Ferrara. «Prima del Puc c’erano delle azioni propedeutiche e noi le abbiamo fatte», afferma Bruno. «Inutile fare promesse sui tempi perché non sappiamo cosa troveremo davvero nei cassetti», replica Conoci. Si parla del porto e allo stesso modo si discute del piano regolatore che non c’è, che non c’è mai stato. Idem sull’aeroporto. «Avete consentito una privatizzazione scellerata, l’aeroporto doveva restare un servizio pubblico per il territorio», attacca Conoci. «Dov’eri quando Marco Tedde ha fatto
uscire il Comune di Alghero dalla Sogeaal?», gli ha sbattuto in faccia Bruno. «È sempre stata una gestione disastrosa, si è preferito pagare le compagnie anziché creare la destinazione», ha rinfacciato Ferrara a entrambi. La sfida è aperta. Manca qualcuno che affondi il primo colpo.

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