Movida e decibel, ad Alghero è scontro fra politica e ambientalisti

Lo sportello per la conciliazione del rumore non spegne le polemiche. Ai candidati alla carica di sindaco è stato invece chiesto il rispetto delle regole  

ALGHERO. Gli ambientalisti irrompono sulla campagna elettorale. Le associazioni che hanno attivato lo Sportello per la conciliazione del rumore per ora hanno sortito l’effetto contrario: la loro iniziativa, piombata su un confronto soft, ha fatto clamore e ha riacceso preventivamente la “guerra dei decibel”. Il confronto tra chi sogna una Alghero a misura di grandi eventi, di musica e divertimento e chi la immagina più slow, pacata e diurna riesplode. Il giudizio sull’iniziativa è bipartisan, e non è lusinghiero.

«È giunto il momento di dire basta ad atteggiamenti terroristici nei confronti della categoria dei musicisti, degli artisti e degli imprenditori del settore dell’intrattenimento», è la presa di posizione dal centrosinistra di Valdo Di Nolfo. «La normativa è chiara, fornisce delle prescrizioni a maglie strette che ovviamente tutti gli operatori del settore seguono già nel momento di inizio dell’attività», aggiunge. «Serve un concordato di vicinato che superi l’oggettiva difficoltà ad applicare uniformemente regole calate senza tenere conto del contesto», fa eco da centrodestra Emiliano Piras, che recepisce così la proposta fatta da alcuni operatori culturali e dell’intrattenimento

. A giudizio di Piras «negli ultimi anni il tema è stato al centro di un’azione divenuta quasi repressiva». Secondo Di Nolfo occorre «superare lo sportello del rumore, gestito da volontari e ospitata negli uffici comunali, per arrivare allo Sportello comunale della musica, a sostegno delle attività culturali e gestito da personale comunale formato». Per Piras, invece, «i limiti potrebbero essere fissati da una sorta di “concordato di vicinato”, esaminando la situazione locale per locale».

Di fronte alle reazioni bipartisan, i promotori dello Sportello per la conciliazione del rumore rincarano. «Raccogliendo le esigenze di una società moderna, che deve porre al centro i giovani, proponiamo la creazione di una Casa della musica in spazi comunali, come l’ex Cotonificio, che dovrà essere appositamente ristrutturato e adeguato – rilanciano – ma dovrà essere un centro culturale polivalente, supportato dagli uffici comunali per le Politiche giovanili, dedicato alla musica, agli artisti, all’aggregazione giovanile e alla creatività – attaccano – ma che sappia lasciare fuori dalla porta i politici e gli imprenditori che legittimamente svolgono attività imprenditoriali basate sull’intrattenimento». Gli ambientalisti attaccano anche i tre candidati sindaci, Roberto Ferrara, Mario Bruno e Mario Conoci. «Tacciono non per pudore – accusano – ma per un’infondata paura di scontentare un’esigua fetta di elettori».

L’alternativa, rincarano, è che in loro prevalga «la consapevolezza che qualsiasi promessa di deregulation sarebbe inattuabile e andrebbe a confliggere con norme precise e ben note in città grazie al nostro lavoro di cittadini attivi». A questa boutade risponde indirettamente Mario Bruno, che cogliendo l’assist di Di Nolfo spiega che «l’unico rumore assordante nella società contemporanea è il silenzio del

disagio sociale che può e deve essere combattuto anche attraverso la musica e la condivisione di momenti di spensieratezza». Anche per questo motivo «c’è un importante progetto di sensibilizzazione all’ascolto di musica da parte delle nuove generazioni, a partire dalle scuole».
 

TrovaRistorante

a Alghero Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO: DAL WEB ALLE LIBRERIE

Come vendere un libro su Amazon e da Feltrinelli