Femminicidio ad Alghero, il marito assassino sfida gli zii di Michela: "Ci vediamo"

Nella prima udienza in tribunale a Sassari l'avvocato difensore ha chiesto il rito abbreviato, il giudice deciderà il 10 settembre

SASSARI. Si incrociano sulle scale del tribunale, pochi istanti prima che cominci l'udienza. Marcello Tilloca ha le manette strette ai polsi ed è "protetto" da un cordone di agenti di polizia penitenziaria, gli zii di Michela Fiori, la donna, sua moglie, che lui ha strangolato a mani nude la sera del 23 dicembre 2018, sono insieme agli avvocati di parte civile Lisa Udassi, Marco Manca e Daniela Pinna Vistoso.

È un attimo, una frazione di secondo, due parole che squarciano il silenzio al secondo piano del palazzo di giustizia: «Ci vediamo!», dice Tilloca con un ghigno quasi beffardo, rivolgendosi a Giuseppe e Vittorio Fiori, i due zii della donna uccisa, entrambi ex carabinieri. Loro ricambiano lo sguardo, per nulla intimoriti, non replicano. «Noi siamo qui», diranno poco dopo, fuori dall'aula dove si celebra l'udienza a porte chiuse. Maglietta chiara, volto per nulla sofferente, il 43enne di Alghero Marcello Tilloca, si è presentato insieme all'avvocato difensore Pietro Diaz davanti al gup Michele Contini.

Per Tilloca l'avvocato ha chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà se accogliere la richiesta il 10 settembre.

Il servizio completo sul giornale in edicola e nella versione digitale

TrovaRistorante

a Alghero Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community