Due algheresi firmano il successo di Effetto Farfalla

La campagna di comunicazione dei centri di educazione ambientale della Sardegna, capofila il Parco naturale regionale di Porto Conte e dell’Area marina protetta

ALGHERO. C’è tutta la creatività e la competenza di due professionisti algheresi dietro il successo di “Effetto Farfalla – Piccoli gesti per grandi cambiamenti”, la campagna di comunicazione che vede alleati tutti i Centri di educazione ambientale della Sardegna, guidati come capofila da quello del Parco naturale regionale di Porto Conte e dell’Area marina protetta, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura di un più corretto e sostenibile approccio all’ambiente marino e costiero. Sono Stefano Serio, fondatore e titolare dell’agenzia M-Maybe, e Franco Donnini, creativo che opera all’interno dello stesso studio di comunicazione. La campagna dei Ceas sardi, finanziata dalla Regione, è emersa rispetto ad altre nonostante quest’estate le iniziative di sensibilizzazione ambientale si siano moltiplicate: dai Comuni alla Regione, dal pubblico al privato, la buona notizia è che c’è stato un investimento straordinario in azioni di educazione e informazione orientati a promuovere comportamenti sempre più rispettosi degli ecosistemi marini e costieri.

Effetto Farfalla è un progetto che si sviluppa attraverso diversi strumenti, fra cui il ledwall che sovrasta la main hall dell’aeroporto di Alghero e i supporti che gli educatori dei Ceas portano nelle spiagge isolane, molto apprezzati dai bagnanti. «Ci siamo immedesimati con gli abitanti del mondo marino e abbiamo sentito il loro grido di aiuto per la quantità di materiale plastico che ne avvolge i corpi e ne riempie, sempre più spesso, gli apparati digerenti, provocandone la morte», spiega Franco Donnini, che ha realizzato la campagna di comunicazione. «L’idea nasce dallo studio del problema comunicativo e dalla osservazione della condizione in cui versano i mari del mondo – aggiunge – per la quantità di plastiche che annualmente l’uomo ci riversa». Segni visibili di «un problema
drammatico», come lo definisce Stefano Serio. «Proseguendo di questo passo l’uomo condannerà molte specie marine alla scomparsa – aggiunge – se non si interverrà con provvedimenti legislativi, entro il 2050 la quantità di plastica nei mari supererà quella dei pesci». (g.m.s.)

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