Alghero, il tetto della scuola colorato dal murale

È un’opera di 600 metri quadrati realizzata nel quartiere della Pivarada

ALGHERO. Il clown arriva da un altro spazio grazie alla fantasia dei bambini. Spalanca le braccia, s’inchina, ringrazia per l’accoglienza. Il suo palco è il tetto della scuola primaria dell’Asfodelo, gli spettatori sono gli abitanti dei palazzi intorno, alla Pivarada, che applaudono e ringraziano. La città si fa teatro grazie a “Mamatita Festival” e al progetto in atto di rigenerazione urbana, parte del programma di Spazio T e della direttrice artistica Chiara Murru per la terza edizione della kermesse di arte di strada e discipline circensi.

600 metri quadrati, opera dell’artista e arte-terapeuta Ruben Mureddu, che ha sposato la filosofia del festival nato per fare dell’arte lo strumento per ridisegnare la città, restituire gli spazi alla comunità, fare della creatività il motore di nuovi processi di aggregazione. Nel murale giganteggia il clown, simbolo dell’evento che da via Asfodelo invade il centro con un ricco programma di performance, col Magdaclan Circus che piazzerà il suo chapiteaux a Fertilia, coi Dynamis che animeranno la piazza del mercato alla Pietraia, col Distretto della creatività che diventa sede di laboratori per bambini, ragazzi e adulti alla scoperta di nuove forme d’arte. «Mai come quest’anno la città si fa teatro con PreMamatita, progetto di rigenerazione urbana e riappropriazione degli spazi attraverso l’arte, iniziato in aprile», spiega Chiara Murru. Oltre all’opera visibile solo dall’alto, la prima di una lunga serie, possibile con la collaborazione e il supporto del Comune e della Fondazione Alghero, la rivitalizzazione degli spazi scolastici prevede un murale perimetrale di 150 metri intorno al giardino e l’area giochi. Al ritorno dalle vacanze, armati di rullo e di tuta, i bambini realizzeranno l’opera progettata lo scorso anno scolastico con Mureddu, supportato da Francesco Sanna, Michele Ibba e Fabrizio Pezzotti.«È un regalo meraviglioso», dice dalla finestra l’inquilina di un palazzo che dà sul tetto della scuola. Si dice «fortunata, la mattina apro la finestra e anziché il grigio di un lastrico solare vedo questa opera fantastica». Una gioia «che vorrei condividere con altri algheresi
– confida – sarebbe bello se si realizzassero altre opere in altri spazi pubblici, e si promuoverebbe Alghero». La felicità contagia anche Francesco, nonnino di 96 anni la cui casa confina con la scuola. «Non vedo l’ora», dice. L’idea della città che diventa uno spazio d’arte attecchisce.

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