Alghero, piazza Sulis: un muro di auto e bici la rende inaccessibile

Gli stalli sono insufficienti e dilaga il parcheggio selvaggio

ALGHERO. Moto ovunque, anche davanti all’edicola che sta all’ingresso della piazza, come un casello stradale. Auto che si fermano in mezzo alla strada, spiazzate dal cartello che indica una ztl inesistente, mezzi che sfrecciano in contromano perché non c’è un cartello che indichi il senso unico, biciclette e motorini che passano di corsa a pochi millimetri dai pedoni, aiuole spartitraffico che sembrano rotatorie e come tali vengono trattate. Benvenuti nel “Far West Piazza Sulis”, dove le regole non esistono e i rimedi neanche.

Da ottobre 2013, quando la sua attività si è trasferita, Claudio Mura ha visto di tutto. Lavora nell’edicola di alcuni parenti, ma la sua innata curiosità l’ha reso una sorta di vedetta. Dal suo osservatorio privilegiato guarda, ascolta, segnala. Su molte cose i suoi input finiscono per portare alla risoluzione dei problemi. Su altre non c’è proprio verso. Ma qualche giorno fa suo zio non è potuto uscire dall’edicola perché l’uscita era ostruita da un’auto. Poi una sua cliente ha rischiato di essere investita da uno dei tanti motorini: dieci volte tanto gli stalli dedicati, parcheggiano dappertutto e tagliano la piazza in ogni direzione. E lui spesso è testimone di tamponamenti e altri incidenti. Ecco perché ha deciso di tornare alla carica. «Chiamano la piazza “il salotto buono”, ma quando lo sento mi infastidisco – afferma – perché è trattata come una terra di nessuno».

Nei giorni scorsi l’edicolante di piazza Sulis ha scritto al nuovo comandante della polizia locale, Carmelo Pais, e al dirigente comunale competente, l’ingegnere Gianni Balzano. «Mi sembra incredibile, perché le domande che faccio sono sempre le stesse, ma in tanti anni nessuno ha mai messo riparo», lamenta. Ai problemi della sua attività e della sua incolumità presta grande attenzione, ma mette sullo stesso piano anche la sicurezza altrui. «Chi entra nella piazza poco dopo si imbatte in un cartello di inizio Ztl, ma in realtà la zona interdetta è più avanti e lì il transito è obbligato», spiega. Andando avanti di qualche metro si arriva a un’aiuola che ha tutta l’aria di una rotatoria. «Vero, ci sono i cartelli che indicano la possibilità di bypassarla su entrambi i lati, ma tanti turisti non ci fanno caso e ci girano intorno», avverte. Girarci intorno, tra l’altro, significa finire contromano. «Cosa che capita regolarmente, anche a chi parcheggia le moto – dice – perché non è scritto da nessuna parte che piazza Sulis è a senso unico». A proposito delle moto.

«Gli stalli sono pochi, ma non è possibile consentire che la piazza venga invasa, che diventi impraticabile per pedoni,

carrozzine per disabili e carrozzelle per bambini – dichiara Mura – questo moto che vanno e vengono facendo lo slalom tra i miei clienti e gli altri pedoni ormai sembra consentito». Claudio Mura ha scritto e attende una risposta. Ma si accontenterebbe anche di una soluzione.
 

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